Cronaca

Diritti dell'infanzia, da Bari una 'carta d'intenti' per la difesa dei minori

La proposta sarà lanciata il prossimo 20 novembre nel corso del convegno internazionale 'Wel(l)fare! Farewell?', realizzato con l'assessorato al Welfare in occasione della giornata mondiale dei diritti dell'infanzia

"Una Carta di intenti che, partendo da Bari, richieda alle amministrazioni pubbliche di tutto il territorio nazionale, una serie di impegni che garantiscano, anche in tempi di tagli alla spesa pubblica, i diritti fondamentali dei minori".

E' così che il presidente della cooperativa 'Progetto citta', Andrea Mori, sintetizza l'intento del convegno internazionale 'Wel(l)fare! Farewell?', realizzato con l'assessorato al Welfare del Comune di Bari, in programma il prossimo 20 novembre nella Cittadella della cultura del capoluogo pugliese, dalle 9 alle 17.30.

"Abbiamo deciso di festeggiare il 20 novembre - spiega - la giornata mondiale dedicata ai diritti dell'infanzia, attraverso questo convegno che vuole essere da un lato momento formativo per gli operatori dell'area sociale, e dall'altro contenitore di discussione tra esperti del settore per porre elementi comuni utili a proseguire le politiche di welfare". Interverranno, oltre agli amministratori provenienti da Roma, Udine, Torino, Reggio Emilia, Napoli, anche due ospiti straniere: una pedagogista che opera in Finlandia e una funzionaria di Stato della Croazia. Il convegno sarà integrato da iniziative nei centri famiglia e per minori; da momenti di formazione per operatori, ma soprattutto da attività rivolte ai ragazzi e alle famiglie, nelle piazze e nei giardini della città, fino al 25 novembre.


Alla presentazione odierna ha partecipato anche l'assessore al Welfare del Comune di Bari Ludovico Abbaticchio. "La politica - ha detto Abbaticchio - deve approfondire e capire quali sono i meccanismi per poter aiutare in un momento difficile del nostro Paese i sistemi di affiancamento alle famiglie in difficoltà e in crisi di identità" L'assessore ha poi sottolineato "l'importanza del confronto col mondo del privato, in questo caso il terzo settore: se non c'é questa sana integrazione tra competenze amministrative dell'ente locale e le risorse nel mondo del sociale - ha rilevato - non facciamo più respirare questo Paese". "In un momento di povertà e di allarme - ha aggiunto - non pensare al welfare come strategia nazionale di investimento per tutelare anche un ordine pubblico attraverso la messa in rete di tali competenze, é l'aspetto più anticostituzionale che un governo possa fare: gli enti locali non possono da soli affrontare tutto". "Nasce così - ha concluso - il patto di solidarietà istituzionale che significa garantire lo Stato democratico". (Fonte Ansa)

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