Scontro treni, in migliaia per l'ultimo saluto alle vittime. Il vescovo: "Le nostre terre trattate come periferie d'Italia"

Palasport di Andria gremito per i funerali di 13 delle 23 vittime del disastro ferroviario. Il monito di Mons. Mansi durante l'omelia: "Per interesse e convenienza si dimentica la vita". Anche il presidente della Repubblica Mattarella presente alle esequie

Il dolore, la commozione, ma anche la richiesta di giustizia, la rabbia. Ieri ad Andria è stato il giorno del lutto, quello dell'ultimo saluto alle vittime del disastro ferroviario del 12 luglio. In un palasport gremito, si sono celebrate le esequie di 13 delle 23 vittime della tragedia avvenuta sui binari delle Ferrovie del Nord barese. Per le altre, le rispettive famiglie hanno scelto funerali privati, nei Comuni di appartenenza.

PALASPORT GREMITO - Oltre cinquemila le persone hanno affollato il palazzetto dello Sport. Un grandissimo abbraccio, che neppure la pioggia battente ha fermato. Accanto ai familiari gli amici, i colleghi di lavoro, i compagni di scuola. Anche chi non conosceva personalmente le vittime è andato ad Andria per manifestare la sua vicinanza, per partecipare ad un dolore che ha colpito nel profondo l'intera comunità pugliese. 

Ai piedi dell'altare, su ogni feretro, tra i fiori, la foto di chi non c'è più. Alle ringhiere, sugli spalti, in direzione dell'altare, grappoli di palloncini bianchi da cui pendono tante fotografie, e un messaggio: "Ciao, piccola Jole", rivolto a Jolanda, 25 anni, una delle giovani vittime dell’incidente. 

In prima fila, accanto ai parenti, c'era il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, tornato in Puglia a due giorni di distanza dalla visita al Policlinico, la presidente della Camera Laura Boldrini, il ministro delle infrastrutture Graziano Delrio, il capo della Polizia Franco Gabrielli. Presenti anche il governatore della Puglia Michele Emiliano, i sindaci dei Comuni colpiti dalla tragedia e di altre comunità pugliesi. E poi le forze dell'ordine, i vigili del fuoco, i volontari intervenuti durante i soccorsi, e presenti anche oggi, per offrire supporto e assistenza ai familiari delle vittime.

IL VESCOVO: "VITA DIMENTICATA PER GLI INTERESSI" - Nell'omelia, il vescovo di Andria, monsignor Luigi Mansi, ha lanciato un monito e un invito a riflettere su quelle "prassi che ci sembrano normali, ma non lo sono. Quelle prassi dell'economia in cui non si pensa alla vita delle persone ma alla convenienza e all'interesse". Un agire "senza scrupoli, che porta a piccole e grandi inadempienze del proprio dovere". "Temiamo - ha proseguito - che per troppi anni e per tante persone queste terre siano state considerate le periferie dell'Italia, quelle periferie alle quali il nostro papa Francesco ha fatto tante volte riferimento".  "Speriamo che si sospenda questo fare e che ci si occupi dei diritti di tutte le persone a cominciare dai più deboli e fragili, a cominciare proprio dalle periferie".

VIDEO - L'ULTIMO APPLAUSO AI FERETRI

IL SINDACO DI ANDRIA: "CHIEDIAMO VERITA' E GIUSTIZIA" - A dare voce all'esigenza di ottenere chiarezza su una tragedia che ha provocato tante vittime innocenti è poi il sindaco di Andria, Nicola Giorgino. "Con voce ferma e decisa, a nome di una comunità martoriata chiediamo verità e giustizia, lo dobbiamo alle famiglie dei tanti uomini e delle tante donne che conducevano un’esistenza serena che è stata interrotta". "La comunità andriese - ha aggiunto - è stata quella che ha dato il tributo di sangue più alto, ma questo territorio martoriato ha saputo agire con spirito di servizio e umanità nell’emergenza". Poi il sindaco ha ringraziato "i fratelli e le sorelle pugliesi" che con generosità si sono prodigati in soccorso delle comunità colpite. "Ora la magistratura - ha detto ancora Giorgino - deve subito, come sicuramente farà, accertare la verità dei fatti". Al termine della cerimonia, i presenti sono rimasti raccolti in silenzio, per poi accompagnare con un applauso commosso l'uscita dei feretri che, uno dopo l'altro, hanno lasciato il palasport.

FUNERALI A BARI - In mattinata si sono tenute anche le esequie delle vittime baresi della tragedia. In mattinata, nella chiesa di Sant’Antonio si è svolto il funerale di Enrico Castellano, mentre alle ore 13.30, presso la chiesa del Redentore, si è tenuto quello di Nicola Gaeta. I Comuni pugliesi, su invito dell'Anci, hanno esposto bandiere a mezz'asta listate a lutto in uffici pubblici, scuole e sedi istituzionali. 

LE INDAGINI - Intanto vanno avanti le indagini della Procura di Trani. Ieri nel registro degli indagati sono stati iscritti anche i nomi dei vertici di Ferrotramviaria, la società privata che gestisce la tratta. I reati ipotizzati sono disastro ferroviario colposo, omicidio colposo plurimo e lesioni personali colpose plurime.  Al vaglio degli inquirenti, al più presto, saranno le proroghe del contratto di concessione tra l'azienda e la Regione, assieme ai contratti di servizio che legano l'ente pubblico alla società privata da decenni.
 

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