"Bonifica della discarica ritardata per troppo tempo", a giudizio il sindaco di Gravina per l'area sequestrata

Alesio Valente aveva già ricevuto un avviso di garanzia sulla questione: nel 2000 il terreno in contrada Cozzarolo era stato dato in concessione a un privato per realizzare un maneggio. Sette anni dopo la confisca per le pericolose emissioni cancerogene

"Avviso di garanzia per il delinquente ambientale Alesio Valente". È il primo cittadino a pubblicare su Facebook i cartelli comparsi a Gravina, relativi alla vicenda della discarica di contrada Cozzarolo, per cui nelle ultime ore Valente è stato citato a giudizio. Una storia che va avanti sin dal 1989 e vede contrapposti Mario Ardito, proprietario del maneggio sorto sul terreno dopo il 2000, e il Comune. 

La vicenda

Dal 1989 al 1994 l'area in questione era stata adibita a discarica. Poi nel 1994 erano scattati i sigilli per il pericolo ambientale derivato dai rifiuti scaricati in zona, con il successivo dietrofront nel 1998. Due anni dopo entra in scena Ardito, a cui il terreno viene concesso in locazione per l'apertura di un centro ippico. Sette anni dopo, poi, l'amara notizia dopo i controlli effettuati dal Consorzio Mario Negri Sud: il sito viene nuovamente sequestrato perché fu rilevato il rischio cancerogeno dovuto all'immissione in atmosfera di biogas prodotto dalla fermentazione dei rifiuti interrati.

Da allora le richieste di bonifica del terreno si rincorrono, senza un effettivo riscontro da parte dell'amministrazione. E che è costata al sindaco Valente prima un avviso di garanzia a marzo e ora una citazione a giudizio, come confermato dal consigliere regionale pentastellato Mario Conca. "Più volte abbiamo sollecitato il Comune a elaborare il piano di caratterizzazione e l’analisi del rischi - ricorda - numerosi sono stati i ritardi e per questa vicenda è stato disposto il rinvio a giudizio del sindaco Valente. Forse dobbiamo a questo, l’inizio ieri delle operazioni di caratterizzazione ad opera della stessa ditta che fu all’epoca diffidata dal comune di Gravina?".

Il sindaco: "Problema precedente alla mia amministrazione"

La replica arriva dal primo cittadino attraverso i social, dapprima ricordando a Conca che non si tratta di rinvio a giudizio ("Trattandosi di un reato minore la Procura ha proceduto con una citazione diretta a giudizio - da poche ore notificata al mio avvocato - che non prevede udienza preliminare né il preventivo vaglio di un giudice terzo quale il Gup"). Poi fa il punto su quanto avvenuto finora, smarcandosi dalle responsabilità: "La vicenda in questione risale alla metà degli Novanta, quando io avevo 15 anni - aggiunge nel post - e che la mancata bonifica s'è protratta per decenni, ben prima dell'inizio della mia sindacatura. E solo io e la mia amministrazione abbiamo dapprima trovato i fondi necessari e poi dato avvio alle attività preliminari alla bonifica, come il piano di caratterizzazione".

E mentre le procedure che porteranno alla bonifica dell'area vanno avanti, almeno le questioni passate saranno risolte nelle aule giudiziarie. "Sulla base di questi fatti per ben due volte, nel recente passato, la Procura aveva disposto l'archiviazione di ogni accusa nei miei confronti. Adesso ci sarà una terza occasione per discutere di tutto. Ben venga. Ho la coscienza pulita e fiducia nella magistratura: vado avanti a testa alta" conclude il primo cittadino.

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