Trucca il sistema antinquinamento del tir: camionista beccato e multato al porto

Gli agenti della Stradale hanno scoperto, a bordo del mezzo, un dispositivo abusivo che serviva ad aggirare la norma secondo cui i veicoli diesel devono essere dotati di serbatoio destinato all’additivo Adblue che riduce gli agenti inquinanti

Bastava una piccola scatolina in plastica, installata a bordo del camion, per aggirare le norme antinquinamento e continuare a circolare pur essendo sprovvisto dell'additivo 'AdBlue'. E' quanto hanno scoperto i poliziotti del Distaccamento della Polizia Stradale di Ruvo di Puglia a bordo di un tir di nazionalità bulgara.

Nel vano porta fusibili, gli agenti hanno notato la presenza di una scatolina in plastica di colore nero, ben occultata, con due led a luce blu lampeggiante, riportante la scritta “New Adblue”, versione 3.0 BS; i successivi accertamenti hanno consentito di  appurare che il dispositivo era installato al fine di eludere la normativa antinquinamento. Dal settembre 2016, infatti, è obbligatorio che tutti i veicoli diesel, nel rispetto della normativa “Euro 6”, siano dotati di serbatoio destinato all’additivo “Adblue” che, intervenendo a monte del processo di combustione del propellente, riduce le emissioni inquinanti. Qualora l’additivo venga a mancare, la velocità del mezzo viene automaticamente ridotta sino poi ad impedire l’avvio del veicolo stesso. Il dispositivo fraudolento inviava un segnale alla centralina del mezzo, facendo risultare rifornito il serbatoio dell’Adblue, così da permettere di utilizzare il veicolo senza limitazioni.

Oltre agli effetti nocivi per l’ambiente (con tale dispositivo infatti il veicolo inquina al pari di un mezzo catalogato come “Euro 1”) tale pratica scorretta influisce sulla concorrenza tra imprese di trasporti, consentendo un abbattimento del costo della gestione dei mezzi e penalizzando le imprese che operano correttamente. Inoltre, i veicoli che rispettano la normativa Euro 6 fruiscono anche di agevolazioni fiscali a livello europeo e di riduzioni consistenti nel pagamento dei pedaggi autostradali: la condotta dei trasportatori scorretti rappresenta, quindi, anche un tentativo di frode alle casse erariali.

Oltre a sanzionare il conducente, con sanzioni amministrative che possono arrivare ad importi superiori ai 1000 euro, la Polizia di Stato provvede a fermare il mezzo fino a quando lo stesso non sia posto nuovamente in regola.


 

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