Cronaca

"Qual è la percentuale di omosessualità nella popolazione maschile?": la domanda nei test di Medicina, studenti contro il Miur

La protesta promossa da Link Bari con una fotopetizione: a suscitare l'indignazione il quesito inserito nel Progress Test somministrato agli iscritti a Medicina e Chirurgia

"Quale percentuale rappresenta la migliore stima del verificarsi dell'omosessualità nell'uomo?". La domanda, inserita nel Progress test somministrato ieri a livello nazionale a tutti gli studenti e le studentesse di Medicina e Chirurgia, sta provocando polemiche e proteste tra gli studenti anche a Bari.

I ragazzi di Link Bari hanno lanciato e diffuso via Facebook una fotopetizione contro il Miur: "Non siamo malati né numeri, liber* di essere e amare", si legge nei cartelli mostrati dagli studenti.

"Il 17 Maggio di soli 27 anni fa  - ricordando i rappresentanti di Link Bari in una nota - l'omosessualità è stata eliminata dall'International Statistical Classification of Diseases, Injuries and Causes of Death. Questo è stato il punto di svolta di una lotta durata decenni per far riconoscere alla comunità scientifica che avere un orientamento sessuale che non sia eterosessuale non costituisce una patologia e non può nè deve essere una ragione di discriminazione, criminalizzazione o stigma. Una conseguenza importanissima è stata la messa al bando delle cosiddette 'terapie riparatrici', una serie di abusi fisici e psicologici degni di un film horror che avevano l'obiettivo di eliminare l'omosessualità (e che in molto casi comportavano danni permanenti per i pazienti)".

"Dopo solo 27 anni la comunità accademica italiana, inserendo una domanda del genere nel Progress Test, sembra aver dimenticato quanto sia stato importante questo passo e cosa abbia comportato", dichiara Piercarlo Melchiorre, coordinatore cittadino di Link Bari. "Non è possibile che nelle nostre aule si portino avanti approcci discriminatori ed oscurantisti:  i luoghi della formazione devono essere spazi in cui combattere pregiudizi e discriminazioni." 

"Questa domanda non chiede semplicemente un dato statistico su una caratteristica, come ad esempio l'incidenza dei capelli biondi nella popolazione italiana. L'orientamento sessuale è un dato estremamente complesso, e non ci sono evidenze scientifiche univoche su cosa lo determini. Il quesito è quantomeno inappropriato e, considerando il contesto, assolutamente inaccettabile", sostiene Asia Iurlo, coordinatrice di Link Medicina Bari. 

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