Cronaca

Don Ciotti a Bari: "Maggiore risposta contro la mafia"

Don Luigi Ciotti, fondatore e presidente di 'Libera - Associazioni e numeri contro la mafia' ha incontrato ieri pomeriggio i parenti delle vittime di mafia. Dal sacerdote bellunese parole di speranza ma anche di monito

Gaetano Marchitelli, Giuseppe Mizzi, Michele Fazio: sono solo alcune delle vittime di mafia che la comunità barese ricorda ancora con affetto. A stringersi attorno ai familiari delle vittime ieri c'era anche una persona che la mafia la combatte da decenni: Don Luigi Ciotti.

Il fondatore di 'Libera - Associazioni e numeri contro la mafia' ha difatti incontrato ieri pomeriggio i parenti delle vittime della criminalità organizzata durante uno degli appuntamenti in programma dal 14 al 16 dicembre nella lotta contro la mafia. L'incontro si è tenuto in uno dei luoghi simbolo della lotta intrapresa da Libera e da Don Ciotti: il bene confiscato di piazza San Pietro, a Bari vecchia, diventato ora di proprietà comunale.

Dalla bocca di don Ciotti parole di conforto per tutti, l'invito a non mollare e a continuare la propria lotta contro la mafia. Stesso desiderio espresso dal sacerdote bellunese nei confronti delle istituzioni non sempre, a detta di Don Ciotti, attenta alle piaghe sociali come la mafia e vicina alle esigenze delle classi più deboli: "Nella lotta alla mafia - ha detto don Ciotti - ci sono tante zone grigie, tante zone che non sono a conoscenza del problema. E' per questo che bisognerebbe avere una maggiore risposta sia della popolazione che delle istituzioni. La lotta alla mafia - ha seguitato il presidente di Libera - si fa a Roma, dove si fanno le leggi. Spesso, infatti, la forza delle mafie sta fuori dalle mafie stesse e questo deve farci riflettere. Non è vero che tutti combattono le mafie: a volte c'è chi le appoggia anche dall'interno".

Parole che suonano come un monito alle istituzioni affinchè irrigidiscano i loro controlli sulle reti della criminalità organizzata, criminalità organizzata che, secondo Don Ciotti, si combatte in modo efficace attentando il portafoglio. E uno dei modi più efficienti è la confisca dei beni, come accaduto per il.luogo dell'incontro di ieri: "Confiscare beni alla mafia significa sottrarre patrimonio all'illegalità e questa è una cosa molto utile, oltre che bella. L'importante, però - ha concluso don Luigi Ciotti - è che queste rendite vengano messe a disposizione della comunità perchè molto spesso i beni confiscati non si sa dove vanno a finire".

 

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