Martedì, 27 Luglio 2021
Cronaca Loseto

"Amore, impegno e dono", a Loseto la lezione di don Luigi Merola

Il sacerdote anticamorra ospite della parrocchia del 'Salvatore' per il decennale del gruppo Fratres e l'inaugurazione dei locali dedicati alla donazione di sangue: "Moltiplicare le opportunità di bene è il primo passo per combattere criminalità e degrado"

Da sinistra: don Lino Modesto, Roberto Nacci e don Luigi Merola - foto C. Lombardi

L'amore verso il prossimo, l'impegno collettivo e concreto, la necessità di partire dai bambini, dai ragazzi, le prime vittime di territori troppo a lungo dimenticati e trascurati, il cui abbandono diventa spesso terreno fertile per la criminalità. Tre punti cardine e un nemico da combattere, il più insidioso: l'indifferenza. Sulla strada da seguire per il riscatto delle periferie, geografiche e sociali, per l'affermazione della legalità, don Luigi Merola, prete di frontiera da anni in prima linea nella lotta alla camorra, non ha dubbi.

Ospite della parrocchia del "Salvatore" di Loseto per partecipare al decennale della fondazione del gruppo Fratres, don Merola parla della lotta alla criminalità come una missione che ha bisogno, innanzitutto, dell'impegno di tutti. "Il primo vero cancro di questo Paese è l'indifferenza", dice con forza il sacerdote che da dieci anni, dopo le minacce di morte ricevute dalla camorra, vive accompagnato dalla scorta, da quegli uomini che ama definire i suoi "angeli terreni". Per strappare spazi alla malavita, al degrado, occorre innanzitutto "moltiplicare le opportunità di bene". In questo senso, fondamentale diventa, soprattutto in luoghi problematici come le periferie, il ruolo delle parrocchie, e delle realtà associative che si muovono intorno ad esse.

Una convinzione condivisa da don Lino Modesto, parroco della chiesa del "Salvatore" di Loseto, che inaugurando i locali messi a disposizione della Fratres per l'Unità fissa di raccolta sangue, ha sottolineato proprio l'importanza dell'impegno collettivo e "dell'essere comunità". "Donare sangue dice la volontà di non tenere per sè, ma di spendersi per gli altri, di trovare nel dono la vera ricchezza". "Non abbiamo bisogno di eroi - ha aggiunto - ma di una comunità che cresce e cammina insieme. E la nostra scommessa sull'associazionismo si muove proprio in questa direzione". Roberto Nacci, presidente del gruppo Fratres di Loseto, ha poi sottolineato il forte legame dell'associazione con il territorio: "La realizzazione di questa Unità di Raccolta nasce da una esigenza sociale particolarmente sentita nel territorio di Loseto, in cui la nostra realtà associativa rappresenta un importante elemento di coesione sociale, di sussidiarietà rispetto ai servizi sanitari e di prevenzione".

Un percorso, quello avviato esattamente dieci anni fa dal gruppo Fratres, che rientra a pieno titolo in quelle "opportunità di bene" citate da don Luigi Merola nella sua 'ricetta' per l'affermazione della legalità. La criminalità - ha ricordato don Luigi - occupa quegli spazi lasciati troppo a lungo 'scoperti' dallo Stato, ma questo non significa che si debba restare a guardare, in attesa di un intervento che venga dall'alto, dalle istituzioni. Importante, invece, è agire, darsi da fare in prima persona, cominciando innanzitutto dai più giovani. Nel 2007 dall'impegno di don Luigi Merola è nata "’A voce d'e creature", una fondazione che ha sede a Napoli, in una villa confiscata ad un boss della camorra, e che ogni anno strappa alla strada centinaia di bambini e ragazzi provenienti dai quartieri più a rischio della città, offrendo loro opportunità di formazione e di riscatto sociale.

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

"Amore, impegno e dono", a Loseto la lezione di don Luigi Merola

BariToday è in caricamento