Donatori di organi iscritti all'anagrafe, nel Barese è flop: attivo solo in 4 città

Il progetto "Una scelta in Comune" del Ministero della Salute è partito nel 2013 a livello nazionale, ma al momento in Puglia aderiscono in tutto 40 Comuni su 258

Diventare donatore di organi e tessuti iscrivendosi direttamente dall'ufficio anagrafe del proprio Comune? Nel Barese è un privilegio per pochi, per la precisione di quattro Comuni: Altamura, Molfetta e Monopoli e Gravina di Puglia. A partire dal 3 aprile si aggiungerà anche Casamassima, che ha dato disponibilità al progetto "Una scelta in Comune", avviato dal Ministero della Salute nel 2013 per permettere a tutti i cittadini maggiorenni di dare l'assenso quando si rinnova la carta d'identità, senza dover ricorrere alla sede provinciale dell'Aido (Associazione italiana donatori di organi) o alla registrazione della volontà effettuata presso gli sportelli delle Aziende Sanitarie Locali. 

"Questo stesso progetto - spiegano dal Comune di Casamassima -, realizzato grazie a un significativo lavoro informatico e amministrativo durato alcuni mesi, offre alla cittadinanza un ulteriore canale per esprimere la volontà circa la donazione, ma apre anche un nuovo punto di informazione e sensibilizzazione sul tema". L'amministrazione conta a breve di avviare anche una campagna informativa,  tramite la distribuzione di locandine e opuscoli in uffici pubblici, presidi ospedalieri, farmacie e studi medici.

La situazione in Puglia - Nonostante siano passati quasi quattro anni dalla legge di conversione 98 del 9 agosto 2013, che ha modificato la legge 25 del 26 febbraio 2010 sulla dichiarazione volontaria per la donazione degli organi e dei tessuti, in Puglia sono 40 i Comuni che hanno aderito al progetto, su un totale di 258. Di questi la stragrande maggioranza sono nella provincia di Foggia - con 11 adesioni - e di Lecce - 13 adesioni -, mentre Brindisi, Bat e Taranto hanno 4 adesioni l'uno. 

Grazie ai dati forniti dal Centro regionale trapianti, scopriamo che a dare adesione per la donazione degli organi e dei tessuti post mortem all'Ufficio anagrafe del proprio Comune sono stati in 12mila, con un'elevata percentuale di consenso alla donazione (il 93 per cento, dato superiore alla media nazionale del 87,3 per cento). Soddisfatto dell'andamento del progetto in Puglia il direttore del Centro regionale Trapianti, Loreto Gesualdo: "Siamo contenti della risposta dei Comuni, che aumentano di giorno in giorno. Nel Barese va segnalata Altamura, che ha il più alto numero di donazioni. Non siamo ancora riusciti a coprire tutti i Comuni in Puglia, ma contiamo di ottenere questo risultato entro il prossimo anno".

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"Il grosso limite al Sud - spiega la responsabile dell'Aido Puglia Gianna Pascali - per ciò che riguarda la donazione degli organi è il taboo della parola 'morte', un retaggio della nostra cultura. A questo si riferisce la  L'Aido, invece cerca di spiegare attraverso le  campagne informative che il trapianto post mortem può salvare una vita, visto che spesso le richieste arrivano da persone con patologie mortali. E io personalmente ho visto persone con il fegato trapiantato avere addirittura dei figli, segno che donare un organo è il più grosso atto d'amore che si può fare". Eppure, nonostante il progetto non stia decollando sul territorio Barese, la Puglia continua ad ottenere ottimi riscontri in campo di donazione medica: lo scorso anno si è piazzata quinta a livello nazionale per il numero di donatori di midollo osseo.

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