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Domenica, 29 Gennaio 2023
Cronaca

Arriva al Policlinico paralizzata, in coma e incinta: i medici salvano mamma e neonato

La 23enne era giunta nell'ospedale barese da Taranto, dopo aver subito la rottura di una malformazione artero venosa cerebrale. La nascita del bambino è avvenuta con parto cesareo, la donna è ben avviata a un percorso di completa riabilitazione fisica

Era giunta, al Policlinico di Bari, paralizzata ed i coma: i medici hanno salvato sia lei che il bambino portato nel grembo materno. La donna, ventitré anni di origini tarantine alla 35esima settimana di gravidanza, era stata rinvenuta dai familiari svenuta sul pavimento della sua abitazione a causa della rottura di una malformazione artero-venosa cerebrale. Intubata e stabilizzata a Taranto è arrivata nell'ospedale barese per la presa in carico dell’unità operativa di medicina fisica, riabilitazione e unità spinale unipolare diretta dalla professoressa Marisa Megna.

"È riuscita a portare a termine felicemente la gravidanza - ha spiegato la professoressa Megna - Ciò anche grazie alla collaborazione interdisciplinare dei colleghi di ginecologia e della neonatologia e terapia intensiva neonatale. Il bambino sta bene e la mamma, faticosamente ma con costanza, sta recuperando la sua funzionalità cognitiva e motoria".

Il team di ginecologi dell’unità operativa diretta dal professor Ettore Cicinelli, ha eseguito tutti gli esami nel reparto di medicina fisica e riabilitativa, poi il parto cesareo è stato programmato, a causa dell’incapacità della paziente di contrarre volontariamente i muscoli e di esprimersi. Il bambino è stato poi ricoverato per alcuni giorni nella neonatologia e terapia intensiva neonatale diretta dal professor Nicola Laforgia. Dopo cinque mesi, grazie alla riabilitazione, la paziente con emiplegia e afasia, appare ben avviata a un percorso di riconquista delle normali attività.

"Lo scopo del team riabilitativo - ha precisato la professoressa Megna - è rendere, per quanto possibile, autonoma e funzionale una persona che ha subito una menomazione e che esita in una disabilità. È tanto più importante per una paziente gravida che dopo uno stato di coma, ricoverata in riabilitazione con un severo deficit cognitivo, una notevole difficoltà nella comprensione e nell’espressione verbale e la necessità della massima assistenza in tutti i cambi e i trasferimenti posturali".

Quando si è ripresa dal parto, lo staff della professoressa Megna ha sottoposto la donna alla stimolazione transcranica a corrente diretta che prevede l’utilizzo non invasivo della corrente elettrica a bassa intensità per favorire la neuromodulazione delle zone dell’encefalo deputate al linguaggio e al movimento.

"È stato emozionante e commovente vedere la donna muovere il braccio e la mano destra, abilità in precedenza venuta meno come conseguenza dell’accidente cerebrovascolare - ha concluso la dottoressa - La paziente è giovane, ha ampie possibilità di recupero".

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