Lunedì, 26 Luglio 2021
Cronaca

Dottoressa uccisa, la denuncia dell'Ordine dei medici: "Allarmi sulla sicurezza rimasti inascoltati"

"Sconcerto e dolore" per l'omicidio di Paola Labriola, ma anche rabbia: "Avevamo più volte chiesto alle autorità di rafforzare i sistemi di sicurezza"

"Sconcerto e dolore", ma anche rabbia per un tragedia che forse si sarebbe potuta evitare, se i ripetuti allarmi lanciati da medici e operatori sanitari fossero stati ascoltati. L'omicidio della dottoressa Paola Labriola, la psichiatria uccisa questa mattina da un paziente nel centro di salute mentale del quartiere Libertà, ripropone con forza la questione delle condizioni di sicurezza da garantire a chi opera nei Sim, nei pronto soccorso, nei presidi del 118.

ORDINE DEI MEDICI: "ALLARMI INASCOLTATI" - Sulla questione è intervenuto l'Ordine dei Medici di Bari, che in una nota del presidente Filippo Anelli, ha sottolineato come più volte in passato sia stato chiesto alle autorità di rafforzare i sistemi di sicurezza nei confronti degli operatori sanitari, senza tuttavia ottenere un riscontro. "Le frequenti aggressioni ai medici dei Pronto Soccorsi, del 118, delle Guardie mediche - si legge nella nota - rappresentano un fenomeno preoccupante aggravato dal disagio sociale legato alla crisi economica che attanaglia il Paese e dalla crescente richiesta dei servizi sanitari da parte della popolazione non completamente soddisfatta per gli effetti della crisi". "I medici di questa Regione hanno già pagato un prezzo altissimo nell'assicurare il diritto alla salute ai cittadini pugliesi con la morte della dott.ssa Maria Monteduro nel 1999 assassinata a Gagliano del Capo. Il Consiglio dell'Ordine dei medici di Bari si stringe attorno alla famiglia e piange con tutti i colleghi la prematura scomparsa della dottoressa Paola Labriola. Il Presidente Anelli ha convocato d'urgenza sulla vicenda per venerdì 6 settembre il Consiglio Direttivo dell'Ordine''.

IL CORDOGLIO DELL'ORDINE DEGLI PSICOLOGI - Sul tragico episodio è intervenuto anche l'Ordine degli Psicologi della Regione Puglia, che per bocca del presidente Luigi Palma ha espresso cordoglio ai figli della psichiatra e al marito, lo psicologo Vito Calabrese. "Un fatto di cronaca gravissimo - afferma Palma - che si somma ai tanti episodi di aggressione che gli operatori sanitari subiscono con frequenza crescente nell'espletamento delle proprie attività. Una vicenda che ripropone il problema della sicurezza presso i servizi sanitari e presso gli studi privati. Una situazione che va affrontata con misure idonee a fare in modo che ciascun operatore sanitario sia messo nelle condizioni di offrire serenamente il proprio servizio".

L'ASSESSORE GENTILE: "OBIETTIVO PRESIDIARE I CENTRI" - "I pronto soccorso dei maggiori ospedali e soprattutto i Sert, i servizi per le tossicodipendenze, sono già presidiati da personale specializzato di vigilanza. L'obiettivo, pur tenendo presente le ristrettezze di bilancio, è di presidiare allo stesso modo i servizi a rischio come i Centri di Salute mentale, in modo da non lasciare solo e senza filtri dall'esterno, il personale sanitario che svolge il lavoro di frontiera", ha detto l'assessore alla Sanità della Regione Puglia, Elena Gentile. "Le richieste di vigilanza e protezione sono legittime e provengono - afferma Gentile - anche dal tessuto urbano in cui operano i centri: occorrerà trovare le risorse per assicurare l'operatività in sicurezza di tutte le strutture sul territorio". "Porteremo queste richieste - ha concluso l'assessore - anche al Prefetto che ha convocato la riunione del comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza per domani, consci che gli sforzi per trovare le risorse quando si affrontano pesanti tagli alla sanità, vanno affrontati a tutti i livelli".

Intanto il sindaco Emiliano, che ha proclamato per domani il lutto cittadino, ha annunciato che da domani i tre centri di salute mentale cittadini saranno presidiati dai vigili urbani.

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