Armi e spaccio di droga nell'hinterland barese, sgominata banda: dieci arresti

In manette dieci persone tra Bari, Capurso e Noicattaro. Coinvolte anche tre donne, che avevano un ruolo di spicco nella gestione degli affari del clan: custodivano gli stupefacenti e offrivano assistenza agli affiliati detenuti

Avrebbero gestito le piazze dello spaccio dell'hinterland meridionale barese rifornendolo di ingenti quantitativi di cocaina, hashish e marijuana, approvvigionati in Bari e dalla Spagna. Sono in tutto dieci i destinatari delle ordinanze di custodia cautelare in carcere che vengono eseguite in queste ore dai carabinieri del Comando provinciale di Bari. Le accuse, a vario titolo, sono di associazione finalizzata al traffico e allo spaccio di sostanze stupefacenti, armata, estorsione tentata.

Le indagini

I provvedimenti scaturiscono da una complessa indagine, svolta dalla Compagnia di Triggiano, conclusa nella primavera del 2017 e sviluppata attraverso numerose e articolate attività tecniche e dinamiche, che ha svelato l’esistenza di un sodalizio criminale, strutturato, operante nell’hinterland meridionale della città e dedito alla gestione delle più remunerative piazze di spaccio della zona, le quali venivano rifornite di ingenti quantitativi di cocaina, hashish e marijuana, approvvigionati a Bari e dalla Spagna.

Video: il trafficante in azione

L'organizzazione del gruppo e il ruolo delle donne

Nel dettaglio, l’attività investigativa ha delineato i differenti ruoli svolti dagli indagati all’interno della consorteria (pusher, detentori e corrieri), individuandone il presunto vertice in un 24enne di Capurso, Michele Angelini, il quale personalmente - secondo l'accusa - organizzava l’opera degli altri sodali,  mantenendo i contatti finalizzati a garantire i rifornimenti e il commercio della droga. L’inchiesta ha altresì messo in luce l’importante contributo garantito dalle 3 donne appartenenti alla banda - tra cui la madre 48enne del presunto capo - tutte colpite dall’attuale misura restrittiva, nel garantire sia la custodia e la movimentazione occulta degli stupefacenti, sia il sostentamento economico dei membri della cosca, allorquando si trovavano nello stato di detenzione. Tra di loro, la madre del capo clan è risultata la più attiva, nell’assolvimento dei predetti compiti illeciti.

I nomi degli arrestati

L'atto intimidatorio a Capurso

La spiccata aggressività del sodalizio è stata infine documentata, avendo raccolto concreti elementi a carico del presunto boss, per aver esploso, a Capurso, nel maggio 2016, alcuni colpi di fucile a canne mozze, contro l’ingresso dell’abitazione di uno spacciatore, allo scopo di pretendere il pagamento di una partita di droga, a lui fornita dal gruppo criminale.

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I sequestri di droga

Nel corso delle indagini, i Carabinieri hanno arrestato, in flagranza, 5 pregiudicati, tra i quali figura uno degli aderenti alla organizzazione sorpreso a coltivare decine di piante di cannabis sativa da destinare al mercato illecito, in un fondo rustico di proprietà. Complessivamente, è stato sequestrato un considerevole quantitativo di sostanze stupefacenti. 

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