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Domenica, 23 Giugno 2024
Cronaca

Traffico di droga tra Foggia, Bat e Bari: sgominato gruppo criminale, 29 persone arrestate

I militari hanno anche sequestrato beni per un valore di circa 2 milioni di euro

La Guardia di Finanza sta eseguendo, nelle prime ore della mattinata, 31 misure cautelari personali nell'ambito di un'inchiesta che ha sgominato un "gruppo criminale dedito al traffico di sostanze stupefacenti".  I militari hanno anche sequestrato beni per un valore di circa 2 milioni di euro. 

Nel dettaglio, 15 persone sono finite in carcere, 14 ai domiciliari e per altre 2 è stato disposto l'obbligo di dimora. Si tratta di persone residenti nelle province di Bari, BAT, Foggia, Teramo e Chieti, indagate, a vario titolo, per i reati di associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti o psicotrope, nonché produzione, traffico e detenzione illeciti delle stesse.

L’odierna operazione costituisce l’epilogo di un’articolata attività di indagine, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Bari ed eseguita dal Servizio Centrale Ico. e dal Gico del Nucleo PEF Bari, che ha consentito di disvelare l’esistenza di un gruppo criminale con sede operativa nella provincia di Foggia e propaggini in quelle di Bari e BAT.

Numerosi i riscontri operativi effettuati nel corso delle investigazioni che hanno permesso di sottoporre a sequestro circa 150 kg di hashish e 200 mila euro in contanti, nonché di procedere a diversi arresti in flagranza di reato. Gli accertamenti svolti avrebbero consentito di dimostrare come l’associazione fosse "connotata da un’elevata capacità organizzativa e dotata di una rilevante disponibilità di mezzi finanziari e strumentali, disponendo di una 'cassa comune' e di una vera e propria 'contabilità d’esercizio' ".

Il gruppo avrebbe rifornito di sostanze stupefacenti, in maniera sistematica e capillare, mediante l’utilizzo di automezzi dotati di doppi fondi, diverse piazze delle province di Foggia, Bari e Barletta-Andria-Trani, nonché le zone costiere dell’Abruzzo, anche in virtù della fama criminale derivante dall’appartenenza di uno dei principali indagati a un noto clan operante nel territorio dauno. Sarebbero stati adoperati strumenti di comunicazione criptati e a 'circuito chiuso', mimetizzando le attività illecite in strutture adibite ad attività commerciali, nonchè conversazioni un linguaggio allusivo, che convenzionalmente avrebbero definito la droga con termini quali “1p” per indicare il panetto di 100 grammi oppure semplicemente "una" con riferimento a una cassa da circa 30 Kg, mentre il denaro veniva individuato con la parola “documenti”. Secondo gli inquirenti l'associazione avrebbe anche garantito l’assistenza legale e il mantenimento dei sodali arrestati.

(pezzo aggiornato alle 10.58)

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