Cronaca

Omicidi di Mafia a Bitonto, confermato ergastolo per due affiliati al clan Strisciuglio

Per i fatti, commessi nel 2007, confermate in Appello le condanne per Giuseppe Digiacomantonio e Salvatore Ficarelli. 30 anni di carcere per Giosuè Perrelli: i tre sono ritenuti elementi del gruppo malavitoso barese

Il luogo dell'agguato a Vito Napoli, avvenuto il 20 luglio 2007 a Bitonto

Due ergastoli e una condanna a 30 anni di reclusione. Sono le pene confermate dalla Corte di Assise di Appello di Bari nei confronti di tre pregiudicati ritenuti affiliati al clan Strisciuglio: il 29enne Giuseppe Digiacomantonio e il 32enne Salvatore Ficarelli (condannati all'ergastolo) e il 37enne Giosuè Perrelli.

I due omicidi di mafia a Bitonto

Gli omicidi contestati ai tre sono quello del 29enne Vito Napoli, ritenuto all’epoca elemento di primo piano del clan Conte di Bitonto, e quello del 29enne Giuseppe Dellino, affiliato allo stesso gruppo criminale dei killer. Secondo le indagini, condotte dai carabinieri e coordinate dal pm della Dda di Bari Renato Nitti, il 20 luglio 2007 Digiacomantonio, Ficarelli, Dellino, e Giuseppe Ladisa (quest’ultimo morto suicida in carcere nel 2009) avrebbero ucciso a colpi di arma da fuoco Napoli, mentre nel conflitto a fuoco rimase illeso il capo clan Domenico Conte. Dopo alcuni giorni Digiacomantonio e Perrelli, su ordine del clan, avrebbero deciso di eliminare Dellino, ritenuto un affiliato inaffidabile. Dopo averlo sequestrato, lo avrebbero ucciso con un colpo di pistola alla testa per poi occultarne il corpo (i due rispondevano infatti anche di occultamento di cadavere) in un  pozzo, in cui venne ritrovato nel 2013.

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