Martedì, 27 Luglio 2021
Cronaca

Adelfia, in fumo il bosco di Rondinella: "Assurdo, ma non ci fermeranno"

Ignoti hanno appiccato le fiamme nell'area riqualificata nell'ambito del progetto 'Eco2mpensiamo', un tempo utilizzata dai cittadini per abbandonare abusivamente i rifiuti, tra cui scarti edili. Il team dell'iniziativa: "Non abbiamo mai ricevuto minacce"

L'area devastata dalle fiamme

"E' una situazione assurda e inspiegabile, ma tutto questo non ci fermerà". Ad Adelfia lo sconcerto è enorme dopo l'incendio che ha devastato il bosco di Rondinella sorto meno di un anno fa grazie al progetto 'Eco2mpensiamo', start-up vincitrice del bando Bollenti Spiriti, impegnata nella riconversione a verde di un'area comunale, in passato utilizzata dai cittadini per abbandonare abusivamente rifiuti, tra cui scarti dell'edilizia.

Il rogo, appiccato 3 giorni fa ignoti, ha distrutto la metà delle circa 300 piante per una superficie di circa 3mila mq, in passato adibita a piscina rurale ottocentesca per la raccolta delle acque piovane: "Non volevamo credere ai nostri occhi - spiega la biologa Carmela Cosola, ideatrice del progetto assieme all'ingegnere Diego Chiatante e alla naturalista Daniela Paradiso - e non potevamo immaginare che un lavoro di mesi sarebbe andato così in fumo. per fortuna, le pietre poste per arginare le piante infestanti, hanno bloccato il fuoco, salvando così la metà degli alberi. Gli altri sono stati purtroppo carbonizzati, ma ci auguriamo di recuperarne il più possibile effettuando una potatura".Il team del Bosco-2

Il bosco di Rondinella è un esempio di rigenerazione del territorio e partecipazione attiva della cittadinanza. Nei mesi scorsi sono stati coinvolte le scuole e le famiglie di Adelfia nella cura e nello sviluppo del giardino, formato da piante mediterranee come querce e arbusti, in particolare biancospino e fillirea: "Il Comune - spiega ancora Cosola - partner del progetto, ci ha assegnato l'area in comodato d'uso di 5 anni. Attraverso la piantumazione di specie autoctone sottraiamo anidride carbonica al'atmosfera, ridando vita al luogo, restituendolo alla città. A ottobre avevamo cominciato le lavorazioni colturali e di preparazione, quindi a gennaio c'è stata la piantumazione, alla presenza delle scolaresche. Adesso eravamo in procinto di partire con l'irrigazione estiva, quando abbiamo scoperto l'incendio. Crediamo sia stato appiccato volontariamente su più punti entrando nell'area".

Chi potrebbe aver interesse a far naufragare un progetto dall'impatto così positivo per la comunità? I fautori dell'iniziativa raccontano di non aver mai ricevuto minacce, ma di essere stati scherniti nei mesi scorsi anche attraverso internet, con critiche gratuite riguardanti il loro modo di operare. In ogni caso, il team, superato lo choc iniziale, non si è perso d'animo: "Non sappiamo - commenta Cosola - se sia un atto intimidatorio, oppure di ignoranza. Abbiamo comunque ricevuto la solidarietà delle istituzioni e dei nostri partner. Siamo fermamente convinti di andare avanti e già nel prossimo inverno, ripianteremo le piante bruciate". 

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