Giovedì, 29 Luglio 2021
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Rapporto Ecomafia 2013: Puglia al quarto posto per reati ambientali. Vendola: "Servono pene certe"

Presentati i dati del rapporto nazionale: la provincia di Bari al 5° posto in Italia per illeciti censiti. Cifre stabili, ma aumentano i reati contro gli animali e l'abusivismo edilizio.

Oltre 3mila e 300 infrazioni accertate, 3.251 persone denunciate, 28 arrestate e 1.303 sequestri effettuati. Sono i numeri pugliesi del rapporto Ecomafia 2013 di Legambiente che vedono la nostra regione mantenere il 4° posto nazionale dietro Campania, Sicilia e Calabria per numero di reati commessi. Cifre stabili rispetto al 2011, ma non per questo meno preoccupanti. In aumento nel 2012 sono risultati sopratutto gli illeciti riguardanti il racket degli animali e il ciclo illegale del cemento (+41% in 1 anno), oltre all'abusivismo edilizio dove la Puglia ottiene un poco lusinghiero 2° posto. I dati sono stati presentati nella sede regionale barese di Legambiente da Francesco Tarantini, presidente di Legambiente Puglia assieme a Nichi Vendola, governatore della Regione Puglia, Ennio Cillo, procuratore aggiunto presso il Tribunale di Lecce e Teresa Iodice, sostituto procuratore della Direzionale Distrettuale Antimafia di Bari. Il capoluogo regionale è al 5° posto nella graduatoria provinciale dell'illegalità ambientale, con 1.037 reati censiti. Il presidente della Giunta regionale invoca maggiore severità nell'applicare le sanzioni per chi commette gli illeciti: ""Non si può immaginare - osserva Vendola -  che i reati ambientali vengano sanzionati con una multa, come se si trattasse di reprimere delle marachelle o dei reati bagatellari, i reati ambientali sono i più gravi che si possa immaginare". Questi, aggiunge "compromettono la qualità del territorio, ipotecano la salute dei cittadini, nel presente e nel futuro. Quindi, c'e' bisogno che il legislatore attualizzi il codice penale alla luce di quello che stiamo imparando".

Nel corso della conferenza stampa, anche l'analisi del presidente di Legambiente Puglia, Tarantini: “I numeri pugliesi di Ecomafia 2013 sono il frutto del forte impegno delle forze dell’ordine e della magistratura - spiega - Ma non mancano, anche, le risposte da parte delle istituzioni regionali. Infatti la Regione Puglia, oltre ad aver istituito, sin dal 2007, una task force composta da tutte le forze dell’ordine, Arpa Puglia e Cnr-Irsa per monitorare, contrastare e prevenire i reati ambientali, ha approvato una legge regionale per cercare di frenare il fenomeno dell’abusivismo edilizio. In più - conclude - a settembre partirà il No Ecomafia Tour, promosso da Legambiente Puglia, un’occasione per sensibilizzare e dibattere con i cittadini sul tema della criminalità ambientale".

Tante le voci analizzate da Legambiente nel corso del dossier: nel ciclo illegale dei rifiuti, la Puglia occupa stabilmente la terza posizione, ma con un significativo aumento degli illeciti (+24%). Infatti, le infrazioni accertate salgono a 522 con 691 persone denunciate, 15 persone arrestate e 344 sequestri effettuati. La maggior parte delle infrazioni accertate si concentrano nella provincia di Bari (185). La Puglia rimane la base logistica, la porta d’ingresso o d’uscita per i traffici internazionali di rifiuti. I fronti caldi sono sempre i grandi porti di Bari e Taranto. Capitolo abusivismo: nella classifica dell’illegalità nel ciclo del cemento, la Puglia sale al secondo posto (era al 3° nel 2011) con  640 infrazioni accertate e 384 sequestri effettuati mentre è prima la regione con il maggior numero di persone denunciate nel corso del 2012 ben 1.147. Nella graduatoria provinciale del mattone illegale Bari si piazza al 5° posto, Foggia all’11° e Lecce al 13° rispettivamente con 213, 160 e 140 infrazioni accertate. Nell’anno 2012, il Gargano ha rappresentato la porzione di territorio pugliese su cui si sono accanite maggiormente le lottizzazioni abusive. 

Per quanto riguarda il racket degli animali (corse clandestine di cavalli, combattimenti tra cani, traffico di animali da compagnia, commercio di specie protette, macellazione clandestina, bracconaggio e pesca di frodo) la Puglia sale malauguratamente al secondo posto (l’anno scorso era al terzo) con 938 infrazioni accertate,  907 persone denunciate e 411 sequestri effettuati. Tra le prime dieci province italiane per infrazioni contro la fauna troviamo Bari con 324 infrazioni accertate (al 4° posto) e Foggia con 201 infrazioni accertate (al 9° posto). Sul fronte dei reati ambientali sequestrati ben 19 parchi eolici, in particolare nel Brindisino e in Salento. In ultimo, sul fronte dell’archeomafia, l’aggressione criminale al patrimonio artistico e archeologico, la Puglia, una delle regioni più ricche di reperti archeologici ma anche di tombaroli attivi, sale al nono posto con 45 furti.

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