Cronaca

Edicole fuori legge, Michea: “Si modifichi presto il regolamento”

Il rappresentante della Sinagi Cgil: "Il Comune ci ha tranquillizzato, ma si affrettino i tempi prima che sia troppo tardi"

“Se entro la fine dell’anno non ci saranno novità, ci faremo sentire”. Vito Michea, rappresentante Cgil degli edicolanti, si dimostra sereno sulla possibilità che il consiglio comunale modifichi il regolamento sull’occupazione di suolo pubblico approvato a luglio dello scorso anno e che oggi rischia di far scomparire quasi un centinaio di edicole.  “Abbiamo avuto un’audizione presso la commissione comunale alle attività produttive e devo dire che abbiamo ricevuto rassicurazioni sulla possibilità di correggere l’impostazione iniziale”, racconta Michea. “Ci hanno tranquillizzato – aggiunge il rappresentante Sinagi Cgil -. In uno dei  prossimi consigli comunali si apporranno le modifiche che servono, ma se entro la fine dell’anno non ci saranno novità non rimarremo certo con le mani in mano”.

Nelle pieghe del regolamento si è scoperto che il documento ideato per normare l’occupazione dei gazebo nella Città Vecchia, presentava due limiti per tutta la categoria degli edicolanti. Nel dettaglio è previsto che ogni edicola non solo non debba essere più grande di 15 metri quadrati, ma deve anche essere collocata all’interno di giardini o aree parcheggio. Una regola che entrerà in vigore a partire da gennaio e che oggi rischia di costituire un vero e proprio colpo di scure nei confronti dei giornalai. “Solo su Bari abbiamo oltre 120 edicole su suolo pubblico e 17 superano i 15 metri quadrati”. La proposta dei giornalai presentata al presidente della commissione, Marco Emiliano,  è sia di cancellare il vincolo di ubicazione delle edicole nei giardini sia di portare l’estensione di occupazione da 15 a 25 metri quadri. “Si tratta di modifiche fondamentali – continua Michea – perché è in gioco il destino di oltre 100 famiglie che vivono grazie a questo mestiere”. Su Bari ci sono cinque edicole che sconfinano anche i 25 metri quadri: “Su queste – commenta il rappresentante sindacale – occorrerà pensare ad una sorta di moratoria perché è impensabile smantellare il lavoro di quanti prima erano perfettamente in regola”.

“I consiglieri comunali ci hanno tranquillizzato – conclude Michea - ma siamo pronti a mobilitarci laddove non dovessero giungere segnali positivi”. Ora la palla passa al consiglio comunale. Maggioranza e opposizione sembrano convergere sull’idea di modifica del regolamento. Tutto sta nel trovare una data e il numero legale. Non proprio una cosa semplice di questi tempi.
 

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