Lunedì, 14 Giugno 2021
Cronaca

Edilizia giudiziaria, il Ministero esamina l'ipotesi Bonomo

In risposta ad un'interrogazione del deputato Pdl Francesco Paolo Sisto il ministro della Giustizia Paola Severino annuncia una serie di incontri per valutare i costi connessi alla ristrutturazione dell'ex ospedale militare da adibire a nuova sede degli uffici giudiziari. Poi bacchetta il Comune: "Dal 1997 al 2003 persi molti finanziamenti"

La ristrutturazione dell'ex ospedale Bonomo per trasferirvi parte degli uffici giudiziari baresi è un'ipotesi al vaglio del Ministero della Giustizia. A confermarlo il ministro Paola Severino, che ieri ha risposto ad un'interrogazione parlamentare sulla situazione dell'edilizia giudiziaria barese presentata dal deputato del Pdl e avvocato Francesco Paolo Sisto.

Severino ha annunciato una serie di incontri in calendario con i rappresentanti delle istituzioni coinvolte per valutare in primo luogo l'aspetto dei costi connessi alla ristrutturazione e all'adeguamento della struttura, proposta dal Comune di Bari come sistemazione alternativa per gli uffici giudiziari in attesa che si sblocchi la questione relativa alla costruzione della Cittadella della Giustizia.

Nel corso del suo intervento, però, il ministro ha anche sottolineato come già dal 1997 il Ministero abbia sempre messo a disposizione dell'amministrazione comunale fondi consistenti (dell'entità di decine di milioni di euro) per risolvere il problema dell'edilizia giudiziaria. Somme che tuttavia sarebbero state revocate a causa delle posizioni diverse e spesso contrastanti assunte nel tempo dal Comune.

La risposta del ministro Severino, secondo l'avvocato Sisto, non farebbe altro che confermare come la situazione ormai insostenibile delle sedi giudiziarie baresi (l'edificio di via Nazariantz è stato negli ultimi mesi più volte interessato da vere e proprie emergenze igienico-sanitarie) sia causata da un atteggiamento inspiegabile e ostile del Comune di Bari. Ma la replica del sindaco Emiliano è immediata: "Invero l’Amministrazione che si è resa responsabile della perdita di ben 198 miliardi di lire, disponibili dal 1995 al 2004 per risolvere la questione edilizia giudiziaria a Bari, è quella di centro destra con a capo il sindaco Di Cagno Abbrescia". "Infatti - precisa ancora il sindaco - con nota numero 249/2004 del 4 febbraio 2004 il Ministero comunicava al Comune la perdita della prima tranche di finanziamento, alla quale seguiva la revoca della parte residua nel settembre 2004. Giova ricordare al parlamentare del PDL che il mio primo mandato da Sindaco ha avuto inizio nell’agosto 2004, pertanto le responsabilità - come è facile rilevare - in ordine alla perdita del finanziamento sono imputabili solo ed esclusivamente a chi ha governato la città dal 1995 al 2004 e cioè al centro destra e al suo sindaco Di Cagno Abbrescia”.

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