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L'orto urbano di Japigia cancellato dai binari, gli attivisti di Effetto Terra: "Ricominceremo altrove"

Il progetto, avviato tre anni fa, terminerà a giorni per via dell'esproprio dovuto al progetto per superare il nodo ferroviario: "Siamo alla ricerca di un'area per ripartire"

Tra qualche anno i binari dei treni scorreranno dove, ancora per qualche giorno, c'è un orto urbano frequentato e apprezzato dai residenti di Japigia, ma anche da tanti baresi. Una delle conseguenze 'collaterali' del superamento del Nodo ferroviario cittadino, ovvero la realizzazione di un nuovo fascio di binari che aggirerà la zona sud del capoluogo, sarà lo smantellamento del grande campo curato dai volontari di Effetto Terra per circa 3 anni, in via Padre Pio. Circa 5mila mq utilizzati per produrre ortaggi e verdure con tanto di forno sociale per cuocere il pane e altre pietanze. Il progetto ha visto il coinvolgimento di tante persone del quartiere, cooperative e associazioni che attraverso l'agricoltura hanno potuto fare attività sociale, comunità ed economia dando vita a Gruppi d'acquisto solidale per comprare i prodotti.

Pochi giorni fa la festa d'addio

La storia, invece, è destinata a terminare o quantomeno a cambiare del tutto pagina. Qualche giorno fa una grande festa d'addio ha sancito la fine, per ora, di un'esperienza bella e coinvolgente: "Questo - spiega Francesca Covelli di Effetto Terra - è solo l'inizio. Non abbiamo voluto mettere su un evento triste o brutto. Volevamo conservare un ricordo positivo di questo campo". L'ultima infornata, danze popolari e musica, in uno spirito conviviale per ripartire al meglio. Effetto Terra, per ora, si concentrerà sull'altro orto a disposizione, da 6500 mq, su via Fanelli, dove è in corso il progetto 'Campagneros' che coinvolge 20 nuclei familiari, sul quale, però, non si potranno svolgere le stesse attività avviate a Japigia: "Cercheremo - aggiunge Covelli - di portare lì il forno sociale ma non sarà facile perchè potrebbe rompersi con il trasporto". 

"Cercheremo un terreno simile"

L'auspicio è quello di trovare quanto prima un campo simile a questo: nel frattempo, dopodomani, si procederà al perfezionamento dell'esproprio del terreno. In queste ore gli attivisti di Effetto Terra stanno smantellando tutto: "Siamo un po' tristi ma non ci arrendiamo - racconta Covelli - . Stiamo cercando un terreno simile, possibilmente con una piccola struttura ma non lontano dalle parti centrali della città perchè il nostro progetto mira ad educare e promuovere valori come il rispetto dell'ambiente e la sana alimentazione. Cercheremo di parlare con il Comune per capire se ci sono aree utilizzabili, magari anche abbandonate o confiscate alla mafia". Vietato arrendersi, dunque. per non buttare via un lavoro di anni: "il più delle volte - dice Covelli - questi avvenimenti ti danno una spinta ulteriore, proprio per ricominciare".

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