Cronaca

Emergenza abitativa, cresce la tensione: famiglie in presidio al Piccinni

Dal tardo pomeriggio di giovedì un presidio di protesta guidato dall'Unione Inquilini di Bari ha occupato i portici del teatro Piccinni. La protesta andrà avanti a oltranza finchè non si avrà un dialogo

Nonostante lo sblocco avvenuto in settimana di 48 alloggi popolari nella zona di Ceglie del Campo, la situazione relativa all'emergenza abitativa nella nostra città continua ad essere molto tesa: dal tardo pomeriggio di giovedì, infatti, un picchetto di protesta guidato dall'associazione Unione Inquilini Bari ha permanentemente assediato il Teatro Piccinni. L'insediamento, al quale prendono parte all'incirca una decina di nuclei familiari, continua a tener viva la protesta anche stamattina e, presumibilmente, proseguirà ancora per lungo tempo. A spiegarcelo è Annalinda Lupis, segretaria dell'Unione Inquilini Bari, sempre in prima linea nelle vicende relative ai problemi abitativi di famiglie in difficoltà: "Fino a quando non parleremo con qualcuno che si interessa alla vicenda per sbloccare concretamente qualcosa non ci allontaneremo da qui. Continueremo la protesta a oltranza. Stamattina, per esempio, è passato per due volte il sindaco Emiliano e non si è mai fermato. Finora l'unica autorità che si è vista è la Digos che ha preso i nominativi delle famiglie in presidio sotto indicazione del Prefetto". La tensione è alta anche perchè, ad esempio, si è vicinissimi al 28 settembre, data nella quale è previsto lo sfratto definitivo per la coppia di coniugi disabili Gianni e Gianna Tempesta, anche loro presenti al presidio del Piccinni. Inoltre, pare che ci sia stato un po' di caos anche nell'assegnazione di alcune case popolari di Ceglie del Campo: sembra, infatti, che qualche abitazione, resasi disponibile per la rinuncia di alcuni nuclei familiari, sia stata riassegnata non seguendo la graduatoria bensì attraverso un sorteggio e questo pare aver creato qualche ulteriore malumore.

 

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