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Ermergenza Palagiustizia, il sindaco Decaro: "Richiesta proroga entro stasera o il Comune agirà"

Il passo avanti del primo cittadino a 4 giorni giorni dalla scadenza del termine ultimo per completare lo sgombero della struttura inagibile di via Nazariantz

"Se non dovesse arrivare una richiesta di proroga entro stasera chiederò al Prefetto di convocare una riunione e sarà il Comune a sostituirsi a tutti e ad assumere le decisioni necessarie. Noi sindaci siamo abituati a prenderci le nostre responsabilità e se serve al bene della comunità anche ad assumere iniziative che non ci competono". Il sindaco di Bari, Antonio Decaro, prende l'iniziativa per superare la fase di stallo riguardante l'inagibilità del Palagiustizia. Il 31 agosto prossimo, infatti, la struttura di via Nazariantz, dovrà essere sgomberata definitivamente come stabilito dal Comune. 

"Grido d'allarme da parte di magistrati e avvocati"

Nel frattempo, però, salvo alcune sedi sostitutive come quelle di via Brigata Regina e Modugno, insufficienti, secondo i magistrati, a far fronte alla mole di lavoro e processi in atto, non è stata approntata una soluzione più corposa dove trasferire la Giustizia cittadina: “Le parole allarmate del procuratore Volpe sul futuro del Palazzo di Giustizia" pronunciate questa mattina "non sono per noi una sorpresa – ha dichiarato il sindaco Decaro -. Abbiamo ascoltato in questi mesi il grido d’allarme giunto da magistrati e avvocati, a conferma di quanto noi abbiamo sostenuto sin dall’inizio. È necessario che l'Inail, proprietario dell'immobile, o il Ministero, che quell'immobile lo occupa, attestino la necessità di ulteriore tempo per lo sgombero. A quel punto sarà il Comune di Bari ad assumersi la responsabilità, prescritte eventuali misure cautelative, di valutare di concedere ulteriore tempo necessario allo sgombero".

"Incomprensibile pretendere proroga per sgombero di immobile inagibile"

"L’ assenza di una richiesta esplicita da parte di uno dei due soggetti sembrerebbe dire che non ci sono necessità. Invece - sostiene Decaro - questo contrasta con la presenza all'interno di quel palazzo di magistrati, personale di segreteria, fascicoli dei processi e strumenti di lavoro che il Ministero non sa nemmeno dove collocare. È incomprensibile - conclude Decaro - pretendere dai tecnici di un Comune una proroga di termini per lo sgombero di un immobile che era e resta inagibile, senza che nessuno lo chieda manifestandone la necessita”

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