Emergenza Palagiustizia via Nazariantz, il procuratore Volpe: "Tre anni per recuperare mesi di stop ai processi"

Stamane, a Bari, una riunione straordinaria del Comitato direttivo dell'Associazione nazionale magistrati: "L'intervento del governo - afferma commentando il decreto del Consiglio dei ministri - è uno spot"

Il decreto legge che sospende fino al 30 settembre i termini processuali e di prescrizione e i processi penali senza detenuti è "uno spot": ad affermarlo è il procuratore della Repubblica di Bari, Giuseppe Volpe, che commenta la decisione presa qualche giorno fa dal Consiglio dei ministri per arginare l'emergenza giudiziaria in città a causa dell'inagibilità del Palagiustizia di via Nazariantz: "Vorrei capire - dice Volpe  - se siamo di fronte a trascuratezza, incompetenza o forse malafede". Il procuratore, questa mattina, ha partecipato a una riunione straordinaria del Comitato direttivo dell'Associazione nazionale magistrati, proprio nel capoluogo pugliese: "Per recuperare i tre mesi di sospensione dei processi ci vorranno tre anni - sostiene Volpe - Le cancellerie saranno costrette a fare almeno 60mila notifiche per convocare le nuove udienze e per i costi inutilmente sostenuti», come consulenze e intercettazioni per processi che non arriveranno a sentenza, «bisognerebbe informare la Procura della Corte dei Conti".

"Non vogliamo sospendere i processi"

Sulla vicenda è untervenuto anche Francesco Minisci, presidente dell'Anm: "Siamo qui - afferma - di nuovo dopo 15 giorni e dobbiamo fare i conti con una situazione che è rimasta uguale a quella che abbiamo lasciato. Chiedevamo che fosse ridata dignità alla giustizia barese che si era persa all’interno di quelle tende, chiedevamo lo stato di emergenza. Il decreto è solo una parte del tutto. La soluzione che guardasse soltanto alla celebrazione dei processi era una porzione del problema. La sospensione dei termini è un accessorio rispetto al tema principale. Chiediamo che il provvedimento si integri subito. Non vogliamo sospendere i processi, vogliamo farli, ma in una condizione di dignità, che consenta - ha aggiunto Minisci - una risposta adeguata ai cittadini. Dal primo ottobre avremo più problemi di quelli che avevamo fino al 25 maggio, ci troveremo in grande difficoltà se non si passa attraverso la contestuale individuazione di un unico plesso per l'allocamento di tutti gli uffici giudiziari penali baresi.
La vicenda di Bari per noi in questo momento è una priorità assolutaperché rappresenta la punta di un iceberg di una situazione generale in materia di sicurezza per quanto riguarda l’edilizia giudiziaria nel Paese, un tema troppo a lungo sottovalutando, a Bari e in altri distretti". Per il segretario Anm, Alberto Maritati, invece, "il decreto legge non risolve, anzi aggrava la situazione". Il provvedimento conesntirà, probabilmente già da lunedì, di avviare lo smantellamento delle tende installate nel parcheggio del tribunale di via Nazariantz.

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