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Caos Palagiustizia di via Nazariantz, Ministero contro il Comune di Bari: "Troppe inefficienze"

E' quanto si legge nella costituzione in giudizio nell'ambito del procedimento, dinanzi al Giudice di Pace, per un risarcimento danni dovuto alla chiusura della sede

"La colpa di tutte le inefficienze relative al tribunale di via Nazariantz non può essere attribuita all’amministrazione statale" ma ad erronee scelte commesse dall’ente locale. Non si può non sottolineare la condotta del Comune di Bari, responsabile per 14 anni dell’edilizia giudiziaria barese". E' quanto si legge in uno stralcio dell'atto di costituzione del Ministero della Giustizia nel provedimento per decidere sulle richieste avanzate dall’avvocato barese Ascanio Amenduni di risarcimento danni per i disagi causati dalla inagibilità del Palagiustizia di via Nazariantz, struttura da sgomberare entro il 31 dicembre 2018. Stamane il procedimento è stato avviato dinanzi al Giudice di Pace di Bari che dovrà anche valutare la leggitimità del dl, convertito in legge, che ha portato alla sospensione, per tre mesi, dei processi penali in città.

Amenduni ricorda che sono ormai "142 giorni senza un Tribunale penale" sottolineando che ci vorranno altri mesi per riprendere l'attività a pieno regime nella nuova sede individuata nell'ex palazzo Telecom di Poggiofranco. L'avvocato ha chiesto un risarcimento simbolico di 3mila euro per i mancati onorari relativi alle udienze rinviate e "per i danni morali, all’immagine, alla dignità professionale. L'udienza è stata rinviata al 6 dicembre per eventuali controdeduzioni e deposito di note scritte. In quella data, poi, si riserverà sia sulla questione di incostituzionalità che sulla richiesta di risarcimento.

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