Stop dei processi per il Tribunale inagibile, l'associazione magistrati: "Prospettiva incerta"

In una nota, l'Anm interviene dopo la decisione del Governo ufficializzata con decreto durante il Consiglio dei ministri. Gli avvocati: "Ridurre al massimo i tempi"

La sospensione dei processi penali dinanzi al Tribunale di Bari, a causa dell'inagibilità di quest'ultimo, rappresenta una "prospettiva caratterizzata da totale incertezza". La dichiarazione è dell'Associazione Nazionale Magistrati che ha commentato il decreto del Consiglio dei Ministri approvato ieri, il quale spiana la strada allo smontaggio delle tende provvisorie, installate nel parcheggio del Tribunale di via Nazariantz, dove si stavano svolgendo alcune udienze.

La decisione del governo: "Stop ai processi fino a fine settembre"

"La sospensione dei termini delle attività processuali - spiega l'Anm - si pone in linea con gli auspici più volte espressi", tuttavia, era stato indicato "come tale iniziativa dovesse inserirsi in più ampio intervento legislativo, volto a risolvere, contestualmente, il gravissimo problema della mancanza di un immobile idoneo ad ospitare tutti gli uffici penali". Per l'associazione magistrati "in mancanza di tali interventi di carattere straordinario, i tempi tecnici di espletamento della procedura ordinaria per il reperimento di un immobile idoneo rendono di fatto necessario un doppio trasferimento, dapprima presso i locali di via Brigata Regina e di Modugno, quindi presso l'edificio che sarà individuato".

Gli avvocati: "Ridurre al massimo i tempi"

Sulla vicenda è intervenuto anche l'Ordine degli Avvocati di Bari: “Apprezziamo - afferma il presidente Giovanni Stefanì - l’attenzione che il ministro Bonafede sta avendo nei confronti dell’Avvocatura tenendo costantemente aggiornato il sottoscritto, come rappresentante dell’istituzione forense, al pari degli altri attori del territorio della Giustizia”.  “Tuttavia, non possiamo sottacere gli effetti negativi che avrà il provvedimento sulle sorti professionali degli avvocati, soprattutto su quelli più giovani, che maggiormente stanno soffrendo il calo dei redditi nel nostro settore degli ultimi anni. Sarebbe stato più opportuno far coincidere questo decreto di sospensione con l’individuazione della soluzione-ponte. Adesso ancora più di prima è necessario bruciare i tempi; il ministro, con il quale prosegue in modo positivo l’interlocuzione, è ottimista sui risultati della ricerca di mercato e sull’individuazione nel brevissimo periodo di una sede degna per gli uffici penali che, ci ha promesso, avverrà contestualmente con quella emergenziale”.

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