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Cronaca

Audizione in Antimafia, Emiliano sull'incontro con la sorella del boss: "Andai per ribadire che le regole le facevamo noi"

Uno dei passaggi dell'intervento del presidente della Regione ha riguardato l'episodio raccontato dal palco della manifestazione del 23 marzo: "Mai chiesta protezione come qualcuno vuol far credere". Sul messaggio a Pisicchio prima dell'arresto: "Mia condotta trasparente"

"Sono andato dalla sorella di Antonio Capriati con grande serenità, ma anche con molta determinazione, per dire che le regole non le facevano più loro, ma le facevamo noi. Anche il rilascio degli immobili confiscati alla famiglia fu probabilmente oggetto di questa discussione, perché io precisai in occasione di quel colloquio che se non avessero rilasciato immobili in modo bonario, noi li avremmo comunque liberati". Così il presidente della Regione, Michele Emiliano, è tornato sull'episodio dell'incontro con la sorella del boss Antonio Capriati, raccontato dal palco della manifestazione del 23 marzo a Bari, che ha scatenato numerose polemiche. "E' chiaro - ha aggiunto Emiliano - che è un episodio di 15 o 16 anni fa", "se il sindaco di Bari attuale ricorda di non essere stato con me, probabilmente ha ragione lui".

L'incontro con la sorella del boss Capriati e con altre donne di Bari Vecchia, ha detto Emiliano nel corso dell'audizione, "da me citato dal palco aveva l'unico scopo di far capire che l'aria" a Bari "era cambiata, che dovevano comportarsi bene, mai per chiedere protezione come qualcuno sostiene in maniera strumentale. L'evento fu un evento come tutti gli altri per imporre il rispetto delle regole anche a chi non aveva capito il significato politico e sociale dell'amministrazione che io guidavo. E' evidente che usavo anche la mia storia personale", ha aggiunto Emiliano riferendosi alla sua esperienza di magistrato antimafia. In apertura dell'audizione Emiliano ha ricordato proprio il suo percorso da magistrato, ricostruendo quella che era all'epoca la situazione della città di Bari e raccontando anche l'origine del suo impegno in politica, nato dalla mobilitazione civile scaturita dall'omicidio di Michele Fazio (il 16enne ucciso per errore nel 2001 in una sparatoria ta clan a Bari vecchia).

"Il racconto di Antonio (Decaro, ndr) - ha proseguito Emiliano in riferimento a un altro episodio citato dal palco - non conteneva notizie di reato, era un fatto confuso, era stato affrontato da uno alle spalle e aveva sentito una cosa dura. Non era notizia di reato, era un evento di colluttazioni in senso dialettico, incontri che forse non riuscite neanche ad immaginare". "C'è il momento di denunciare, come ho sempre fatto - ha proseguito ancora Emiliano, ricordando altri episodi affrontati da sindaco - e il momento di gestire una situazione in cui l'autorità sei tu. Il fatto che riguardava l'assessore Decaro non era una notizia reato e non ritenni di fare denuncia ma di affrontare la questione nel modo in cui ho detto, continuare a parlare e stare al fianco dell'assessore per superare i conflitti che si erano sviluppati".

Il caso Pisicchio

Nell'ambito dell'audizione, a Emiliano è stata anche rivolta una domanda relativa al presunto messaggio inviato ad Alfonso Pisicchio, poche ore prima del suo arresto, per chiedergli di dimettersi da commissario dell'Arti.  "Non ho realizzato condotte men che trasparenti", ha ribiadito Emiliano, "non posso che riportarmi al comunicato stampa che ho diffuso in data 11 aprile ultimo scorso (che Emiliano ha riletto in audizione, ndr) e che posso mettervi a disposizione, ribadendo ancora una volta di essere a completa disposizione della procura di Bari nel caso dovesse rendersi necessario un qualsiasi ulteriore approfondimento rispetto a quanto sin qui accertato da quell'ufficio".

"Nessuna indagine sulla Regione"

A conclusione del suo intervento, Emiliano ha lanciato una sorta di appello, rivolgendosi alla stessa Commissione: "Sulla Regione Puglia non è in corso nessuna indagine", ha detto Emiliano parlando di una "campagna mediatica" che ha coinvolto la Puglia. "Vi chiedo tutela, di raccontare a tutta Italia che il presidente della Regione Puglia non è oggetto di nessuna indagine di nessun tipo - continua - ho l'impressione che, a causa di alcune dichiarazioni, ci sia confusione".

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