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Lunedì, 16 Maggio 2022
Cronaca

Strage di Capaci, Emiliano ricorda il sacrificio di Falcone al Piccinni: "Mi opposi quando volevano fermare il processo Stato Mafia"

Il governatore è intervenuto questa mattina durante l'incontro La Palestra, esercizi di cultura quotidiana, ricordando le ore seguite alla terribile attacco dinamitardo del 1992

"La strage di Capaci avvenne di sabato. Il lunedì successivo avevamo un’udienza del maxi processo contro la Sacra Corona Unita, Nicola Piacente ed io eravamo due pubblici ministeri ragazzini, poco più che trentenni. Gli avvocati volevano sospendere l’udienza per onorare la memoria dei magistrati Giovanni Falcone e Francesca Morvillo, e degli agenti della scorta Vito Schifani, Antonio Montinaro e Rocco Di Cillo. Ma mi alzai e dissi che per commemorare Falcone e le vittime della strage bisognava invece continuare a lavorare. Fu un momento durissimo quello, anche perché avevamo saputo che in tutte le carceri italiane i detenuti avevano festeggiato per la morte di queste persone, che per noi erano maestri e amici". Michele Emiliano apre il cassetto dei ricordi per commemorare la memoria di Giovanni Falcone: l'occasione è stata il suo intervento al Teatro Piccinni per l'edizione speciale de 'La Palestra, esercizi di cultura quotidiana'.

Il governatore è intervenuto dopo lo spettacolo di Pippo Delbono “La Gioia”: La Palestra, ha allargato lo sguardo su questo sentimento assieme agli ospiti presenti, chiedendosi cos’è la gioia nelle relazioni, nell’arte, nella politica, nell’educazione. Con il pubblico e gli studenti presenti in sala ha così ripercorso le ore seguite alla terribile strage del 23 maggio 1992, in cui persero la vita anche Francesca Morvillo, e degli agenti della scorta Vito Schifani, Antonio Montinaro e Rocco Di Cillo. Periodo in cui Emiliano era ancora un magistrato antimafia, che svolgeva le funzioni nella Procura di Brindisi

“Eravamo stremati alla fine di quella udienza – ha continuato Emiliano - ma fuori al tribunale, in modo del tutto inaspettato, c’erano i ragazzi di tutte le scuole di Brindisi, centinaia forse migliaia di persone che ci stavano aspettando con un sit-in. Vennero a dire a noi giovani magistrati di non avere paura. Quel giorno provai una gioia fortissima perché mi sentii parte di un’altra cosa, più grande di me”.  “Lotta, sacrificio, risultati e gioia sono cose strettamente collegate. La gioia – ha concluso Emiliano rivolgendosi ai tanti ragazzi in sala - passa attraverso il vostro talento e la vostra capacità di resistere alle cose che non hanno funzionato, o per cercare il risultato che desiderate. Non stancatevi di cercarla questa gioia, perché arriverà”.

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