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Esami della patente pilotati a distanza, 92 denunce: "Candidati indossavano microcamere e microfoni"

L'operazione del Compartimento Polizia stradale è partita a luglio del 2014. Sono stati sequestrati 70 patenti conseguite irregolarmente, con la compiacenza di due scuole guida a Bari e Altamura

All'esame teorico di guida i candidati si presentavano con camicie o altri abiti voluminosi, che sotto nascondevano un sistema di trasmissione di quelli che siamo abituati a vedere nei film di 007: microcamere, auricolare, microfono e ricetrasmittente. Tutto abilmente nascosto per essere aiutati a distanza da un team che operava a diversi chilometri di distanza dalla Motorizzazione, la sede dei quiz. È la truffa scoperta dal Compartimento Polizia stradale di Bari, che ha portato a 92 denunce  tra le province di Bari, Brindisi e Taranto. Nessun dipendente della Motorizzazione è attualmente indagato nell'ambito dell'inchiesta.

L'operazione

In seguito all'operazione 'Mezzobusto' sono state così deferite alla Procura nove persone per associazione a delinquere finalizzata ad agevolare il conseguimento di titoli abilitativi alla guida di veicoli con metodi fraudolenti, che avrebbero messo in atto la truffa per agevolare 75 persone a superare i quiz della patente. A capo dell'organizzazione è stato individuato un pregiudicato, che attualmente sta scontando il 416 bis in carcere. Denunciate anche altre otto persone - che avrebbero avuto altri compiti di supporto nell'organizzazione, ad esempio accompagnando i candidati alla Motorizzazione.

Nell'indagine sono coinvolte anche due scuole guida, una di Bari e una di Altamura, che avrebbero aiutato l'organizzazione a procacciarsi clienti, chiedendo loro dai 2500 ai 3500 (per i titoli di guida professionali) euro per avere un supporto diretto nel conseguimento della prova teorica.

VIDEO | Gli inquirenti: "Ragazzi aiutati all'esame con il benestare dei genitori"

Il sistema

Sistema che non sempre ha funzionato al meglio: sono 70 in tutto le patenti sequestrate su 75 candidati indagati; cinque di loro, quindi, non erano ancora riusciti a superare la prova. Come già detto, l'aiuto veniva dato a distanza, per la precisione da una sala regia di un appartamento a Japigia, nelle disponibilità di uno degli indagati.

Qui le apparecchiature video - gestiste da un esperto di sistemi di telecomunicazione, classe 80 - ricevevano le immagini e gli audio che provenivano dall'attrezzatura nascosta negli abiti forniti al candidato dalla stessa organizzazione. Ed è proprio dal sequestro di una prima microcamera - nascosta nel bottone di una polo - che a luglio del 2014 sono partite le indagini. Le intercettazioni della polizia permettono anche di capire i 'segnali' utilizzati per ottenere le risposte ai quiz:

si.. ti sento.. ti sento.. quando sei pronto avvisami.. vai.. sto  caricando.. ok .. sei pronto? .. qualora.. vai avanti vai.. quando vuoi.. qualora?.. ripeti che non ti sento.. in.. in una strada.. mi senti? .. a forte pendenza.. ..e tra i due conducenti si trova nella vicinanza una piazzola di  scambio.. ok... VERO!..  VERO .. e vai all'altra domanda

In alcuni casi veniva anche richiesto al candidato di posizionare al meglio la telecamera nel bottone per inquadrare il foglio con le domande:

bello.. tira sopra il  bottone dai.. spegni il pezzo.. dai ..spegni che dobbiamo resettare.. tira sopra.. spegni il pezzo e stai fermo.. ti dico io cosa devi fare... quando hai tirato sopra fammi un colpo di tosse .. ti ripeto..tira sopra il bottone e fammi la tosse quando lo hai fatto

Il giro d'affari

L'organizzazione era a 'conduzione familiare': il capo, classe 1958 barese pluripregiudicato vicino al clan Parisi, era aiutato da tre congiunti - classe 64, 91 e 86 - che avevano il ruolo di vedette, staffette e supporto logistico. Un sistema ben congegnato che permetteva loro di avere un bel guadagno: 250mila euro in totale il giro d'affari scoperto dagli investigatori. Il gruppo aveva pensato a tutto: quando i candidati erano donne, ad aiutarle - anche nella vestizione, in un appartamento nelle loro disponibilità - erano collaboratrici donne, così da farle sentire a proprio agio nelle fasi propedeutiche al quiz vero e proprio.

"Siamo partiti con i controlli nel 2014 - ha spiegato il dirigente del Compartimento Polizia stradale, Damiano Nappi - ma non è escluso che l'organizzazione fosse in attività già dagli anni precedenti". Non a caso il numero di candidati era elevato, tanto da far diffondere la voce fino all'area del Materano.

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