Mercoledì, 23 Giugno 2021
Cronaca

Inchiesta escort, dal Csm no al trasferimento di Laudati

Verso l'archiviazione l'inchiesta a carico del procuratore generale avviata dal Csm dopo l'esposto presentato dall'ex pm Scelsi su presunte irregolarità nello svolgimento dell'inchiesta su Tarantini e le escort

Si avvia verso l'archiviazione il fascicolo aperto dalla Prima Commissione del Csm nei confronti del Procuratore generale di Bari Antonio Laudati. L'inchiesta disciplinare era partita in seguito ad un esposto presentato l'estate scorsa al Cms dall'ex pm Giuseppe Scelsi, primo titolare dell'inchiesta su Tarantini e le escort portate dall'imprenditore barese nelle residenze private del premier Berlusconi.

Scelsi aveva denunciato indebite interferenze del Procuratore Laudati nella gestione dell'inchiesta, presumibilmente legate, secondo l'ex pm, alla volontà di rallentare lo svolgimento delle indagini. Le audizioni condotte nei giorni scorsi dai giudici del Cms, però, non avrebbero messo in luce condotte tali da giustificare il trasferimento per incompatibilità di Laudati, e la Prima Commissione si appresta quindi a chiedere al plenum l'archiviazione del fascicolo. Il voto è previsto per il prossimo mercoledì,  16 novembre.

Rinviata invece a dicembre la sentenza del procedimento disciplinare relativo al consigliere del Csm Roberto Rossi. A causare lo slittamento, la decisione della sezione disciplinare, che ha chiesto l'acquisizione di altri atti istruttori prima di emettere la decisione. Rossi è accusato quando era pm a Bari di aver iscritto con "grave ritardo" nel registro degli indagati, nella prima inchiesta sulla sanità pugliese che ha coinvolto Giampaolo Tarantini, l'allora consigliere regionale Salvatore Greco. La procura generale della Cassazione rappresentata dal sostituto pg Aurelio Galasso ha chiesto l'assoluzione, ma la decisione definitiva arriverà soltanto il 15 dicembre.

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