Processo Escort, Berlusconi rinviato a giudizio. L'accusa: "Ha pagato Tarantini per mentire ai pm baresi"

Il processo si terrà a febbraio. A disporre il rinvio a giudizio, il gup del Tribunale Rosa Anna De Palo. Atti trasferiti ai magistrati napoletani per Valter Lavitola

Finisce a processo Silvio Berlusconi, con l'accusa di induzione a rendere false dichiarazioni all'autorità giudiziaria, nell'ambito dell'inchiesta escort in cui è imputato anche il barese Gianpaolo Tarantini. Il rinvio a giudizio per l'ex premier è stato deciso dal gup del Tribunale di Bari, Rosa Anna De Palo, e l'udienza è prevista per il 4 febbraio. Il gup ha anche dichiarato l'incompetenza territoriale nei confronti di Valter Lavitola, ex direttore del giornale 'L'Avanti', disponendo la trasmissione degli atti ai magistrati napoletani per un suo eventuale rinvio a giudizio.

Stando all'ipotesi accusatoria, sostenuta da Pasquale Drago e Eugenia Pontassuglia, Berlusconi, all'epoca presidente del Consiglio, avrebbe fornito all'imprenditore Tarantini, per il tramite di Lavitola, avvocati, un lavoro e centinaia di migliaia di euro in denaro, perché mentisse ai pm baresi che indagavano sulle escort portate nelle residenze estive dell'ex premier fra il 2008 e il 2009 e sui suoi interessi in Finmeccanica. Nel procedimento contro Berlusconi è costituita parte civile la Presidenza del Consiglio dei Ministri.

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