Sabato, 31 Luglio 2021
Cronaca

Sovraffollamento e degrado, esposto contro il Cara: "Viola i diritti umani"

La denuncia presentata in Procura a Bari da un gruppo di associazioni sulle condizioni in cui versa la struttura di Palese: "Acoglie il doppio degli ospiti consentiti, tempi lunghissimi per l'esame delle domande d'asilo"

Condizioni igienico-sanitarie insostenibili, cronico sovraffollamento, tempi di attesa lunghissimi per l'esame delle domande di asilo, mancanza di una adeguata assistenza linguistica. Questa la situazione all'interno del Cara - Centro di accoglienza Richiedenti Asilo - di Palese, descritta in un esposto presentato questa mattina alla Procura di Bari e sottoscritto dalla Cgil di Bari, dal vice superiore dei Padri Comboniani di Bari Ottavio Raimondo, dall'Associazione ''Saro Wiwa'', dall' Acli regionale, dall'associazione Abusuan e dal responsabile Immigrazione, diritto d'asilo e lotta al razzismo dell'Arci.

Nell'esposto i denuncianti sottolineano una "palese violazione dei diritti umani" delle persone ospitate all'interno della struttura, che ha una capienza di 744 posti suddivisi in 124 moduli prefabbricati, ma la cui "reale ricettività non è mai stata rispettata posto che il Cara di Bari ha sofferto un costante sovraffollamento. E, pertanto, ciascun modulo che inizialmente doveva dar ricovero a sei persone oggi, stante la presenza di 1300 ospiti, ne accoglie 10-11: sostanzialmente il doppio".

"E' innegabile che il suddetto sovraffollamento - si legge nell'esposto - viola la previsione della capienza vitale minima di 7 metri quadrati prevista per ogni soggetto detenuto e/o ospitato", "mina la dignità dell'essere umano" e "pone notevoli problemi da un punto di vista igienico-sanitario". Questo violerebbe "l'articolo 3 della Convenzione Europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali, nonché l'articolo 4 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione Europea, ossia la proibizione di trattamenti inumani e degradanti".

La legge prevede, inoltre, che i migranti siano ospitati per un periodo variabile tra 20 e 35 giorni in attesa della definizione della procedura di riconoscimento dello status di rifugiato. Secondo i firmatari della denuncia "le norme sull'accoglienza sono costantemente violate attesi i tempi lunghi derivanti dall'accesso alla procedura di protezione internazionale posto che la Commissione territoriale per il riconoscimento della Protezione Internazionale di Bari, a sua volta, convoca i richiedenti a distanza di molti mesi dalla presentazione della domanda".

"Anche dal solo punto di vista linguistico - prosegue l'esposto - in numerose occasioni si devono avvalere di traduzioni fornite da connazionali più anziani di ospitalità in grado di meglio comprendere le lingue veicolari effettivamente parlate all'interno del Cara. In numerose occasioni i soggetti hanno avuto a disposizione interpreti non di madre lingua per cui avevano difficoltà ad esprimere in maniera fluente la propria storia personale'".

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