Martedì, 28 Settembre 2021
Cronaca

'Essere Comunità', nasce rete per l'inclusione. Bottalico: "Intercultura è possibile"

Presentato in Comune il progetto in cui sono coinvolte più di 300 persone: laboratori, orti urbani, artigianato, cultura e corsi di lingua al servizio di baresi e migranti. L'assessore al Welfare: "Lavorare fianco a fianco in una dimensione paritaria in cui ciascuno impara dall’altro"

Quattro orti urbani, laboratori di conversazione in italiano per imparare la lingua, alfabetizzazione informatica e tante altre attività tra cui laboratori di artigianato, scrittura, riciclo e restauro, senza dimenticare una biblioteca di quartiere nel Centro Anziani e percordi di educazione rivolti a bimbe e bimbi immigrati di seconda generazione: è stato presentato, questa mattina, 'Essere Comunità, rete solidale per l'inclusione', programma promosso dall'assessorato comunale al Welfare per arricchire il dialogo interculturale e ampliare la socialità attraverso attività ed esperienze. Le iniziative sono frutto dell'appello lanciato un mese fa dal Comune e a cui hanno aderito 70 cittadini baresi e 100 migranti disponibili ad offrire le proprie competenze e il proprio tempo per la realizzazione delle attività, assieme a numero associazioni cittadine e regionali, parrocchie, centri di ascolto e comunità. I laboratori prenderanno il via già la prossima settimana. Le adesioni, per italiani e migranti, sono libere e fino a esaurimento dei posti disponibili iscrivendosi contattando direttamente le sedi ospitanti.

L'ELENCO COMPLETO DELLE INIZIATIVE

"Essere comunità - afferma Francesca Bottalico, assessore cittadino al Welfare - è un progetto ambizioso che sta muovendo un’intera città per realizzare occasioni concrete di confronto, conoscenza e scambio al fine di favorire esperienze di cittadinanza attiva e solidale. Ad oggi tra cittadini, rete del welfare e rete interistituzionale del progetto sono coinvolte più di trecento persone, che condividono l’obiettivo di dimostrare che insieme si può davvero dar vita a un modello di intercultura propositivo e operativo. Oggi presentiamo il primo ciclo di interventi in modo da lanciare la fase di promozione e formazione dei gruppi dei partecipanti".

"La città - prosegue Bottalico ha risposto in modo forte e inequivocabile al nostro appello, offrendo competenze, passioni, e disponibilità ‘inimmaginabili’ solo fino a qualche tempo fa. Grazie a questa grande partecipazione abbiamo messo in piedi un programma ricco e variegato, consapevoli che si tratta solo dell’inizio di un percorso che potrà ampliarsi nel tempo se altri vorranno condividerlo. Il programma delle attività, che sarà tradotto in più lingue, tocca tutti i quartieri della città, com’è giusto che sia, per dare a tutti, italiani e migranti, l’opportunità di partecipare. Noi crediamo che questo significhi fare comunità in un’ottica interculturale, lavorare fianco a fianco in una dimensione paritaria in cui ciascuno impara dall’altro e, nel farlo, ha l’occasione di superare paure e diffidenze”.

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