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E_state Uniba, 'festa' in Ateneo tra musica, teatro e startup. Decaro: "Energie e talenti"

Il palazzo degli Studi e piazza Umberto hanno ospitati, ieri, la manifestazione promossa dall'Università tra danze dal mondo, storie e reading sul tema dei rifugiati, degustazioni di cibo etnico

Danza, teatro, musica e sport: in tanti hanno affollato, ieri sera, i cortili dell'Ateneo e piazza Umberto per E_stateUniba, l'appuntamento promosso dall'Università degli Studi di Bari per promuovere creatività e talenti giovanili: un evento speciale, coinciso con la Giornata mondiale del Rifugiato, celebrata attraverso reading e testimonianze narrate ed audiovisive sul tema dell'accoglienza curate dai migranti del Centro di Accoglienza di Palese e dagli studenti dello short master in “Immigrazione, diritto e pratiche di inclusione” promosso dall'ateneo barese. Spettacolo con le note e il teatro dell'associazione Mama Africa - progetto musicale “S(u)ono nel mondo”, dei migranti dello Sprar Senis Hospes di Cassano delle Murge e degli studenti dell’istituto comprensivo “Perotti-Ruffo” di Cassano delle Murge, ma anche danze indiane con le ballerine di 'BollyBari Danze e Bollywood Bari'.

Spazio anche alle degustazioni di ethnic food preparati dagli ospiti e dai mediatori del Cara. Infine, vetrina per alcune delle migliori startup innovative del territorio, Tou.Play; Energy by Oscar; Starwork Game Creator: "Grazie a questo evento organizzato dall'Uniba dentro e fuori l'Ateneo - ha affermato il sindaco Decaro - possiamo vivere la Bari che mi piacerebbe vedere tutto l’anno. Una Bari che si apre alle energie e che si riempie di idee e persone. Questi ragazzi stasera stanno dimostrando come sia possibile vivere la città, animarla, riempirla, parlare ai cittadini senza palchi né grandi artisti, ma solo con la forza delle idee e della voglia di esserci. Bari non può essere solo la sede degli studi di questi ragazzi, deve diventare una città universitaria dove gli studenti sono prima di tutto cittadini che possono trasformare i luoghi e quello che ci circonda in qualcosa di più bello, una città dove occupare non significa aprire con la forza una serratura chiusa, ma rivendicare il diritto di vivere i nostri spazi".

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