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Tentano estorsione a imprenditore edile, bloccati dalla polizia: due arresti al San Paolo

In manette un 25enne e un 21enne: gli agenti della Squadra Mobile hanno notato i movimenti sospetti dei due, che più volte si erano presentati sul cantiere. L'appello degli investigatori: "Chi ha subito richieste simili non abbia timore di denunciare"

Tremila euro per poter continuare a lavorare nella loro "zona". Si sarebbero presentati sul cantiere così, pretendendo dall'imprenditore edile di turno il pagamento della somma per poter portare avanti i lavori di ristrutturazione della facciata di un palazzo, al quartiere San Paolo.

I movimenti 'sospetti' dei due soggetti, però, erano tenuti d'occhio dagli agenti della Squadra Mobile, impegnati, in diversi quartieri, in uno specifico monitoraggio delle attività commerciali e imprenditoriali considerate 'a rischio' estorsione. Così, nella giornata di lunedì, è scattato l'arresto in flagranza: in manette sono finiti, con l'accusa di tentata estorsione aggravata, il 21enne Francesco Gismondo e il 25enne Giovanni Raggi, entrambi residenti al San Paolo e con precedenti di polizia, ritenuti dagli investigatori vicini al clan Strisciuglio.

Le indagini: le 'visite' al cantiere e le minacce

Secondo quanto accertato dagli agenti della Mobile attraverso una serie di pedinamenti e appostamenti, i due, a partire dalla metà di dicembre, si erano a più riprese presentati sul cantiere, formulando le richieste di denaro. Richieste cui l'imprenditore - che ha poi confermato agli investigatori i tentativi di estorsione - non aveva però ceduto. In un caso, proprio con l'obiettivo di intimorire la vittima e spingerla a pagare, i due avrebbero anche costretto gli operai ad abbandonare il cantiere. Lunedì scorso, i due - viso parzialmente coperto da scaldacollo e cappuccio - si erano nuovamente recati sul posto: a quel punto però è scattato l'intervento degli agenti della Mobile e delle Volanti, con l'arresto in flagranza.

L'appello agli imprenditori: "Denunciate"

Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica del Tribunale di Bari, proseguono ora per verificare se i due si siano resi responsabili di altri episodi simili nella zona. La convinzione degli investigatori, infatti, è che altri imprenditori possano aver ricevuto richieste estorsive. "Questi ultimi arresti confermano la nostra continua attenzione al fenomeno delle estorsioni - afferma Annino Gargano, capo della Squadra Mobile di Bari - Come già fatto su altri quartieri, come Japigia o Carrassi, anche sul San Paolo e altre zone abbiamo messo in atto un costante monitoraggio. E' importante però anche la collaborazione di imprenditori e commercianti: è fondamentale segnalare, denunciare, per permettere alle forze dell'ordine di intervenire in maniera tempestiva e arrestare i responsabili".


 

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