Mercoledì, 16 Giugno 2021
Cronaca

Estorsioni ai cantieri, il racconto dell'imprenditore: "Per il clan Parisi eravamo una mucca da mungere"

La testimonianza di una vittima nell'ambito del processo che vede imputati 18 presunti affiliati al gruppo criminale di Japigia

E' stato uno degli imprenditori che hanno trovato il coraggio di denunciare le richieste di 'pizzo' ricevute dal clan Parisi, e oggi, in aula, ha portato la sua testimonianza, nell'ambito del processo 'Do ut Des', che vede imputati 18 presunti affiliati al gruppo malavitoso barese.

"Il clan ci considerava una mucca da mungere", ha detto l'imprenditore edile, aggiungendo che Michele Parisi gli disse che i suoi uomini gli "sarebbero stati addosso" se avesse deciso di denunciarlo, facendolo finire in carcere. La testimonianza dell'uomo, costituito parte civile nel processo, ha riguardato le presunte richieste estorsive subite fra il 2010 e il 2013 da parte del fratello del boss Savino Parisi, Michele. Per lui la Dda di Bari ha chiesto in abbreviato la condanna a 10 anni di reclusione. 

Secondo quanto riferito dall'imprenditore, l'esponente del clan lo avrebbe obbligato ad assumere un guardiano e avrebbe inoltre imposto alla sua impresa edile una serie di fornitori tra cui scegliere. "Veniva sul cantiere quasi tutte le mattine", ha raccontato l'imprenditore riferendosi alle richieste ricevute dal pregiudicato, che una volta gli avrebbe chiesto anche mille euro per due biglietti aerei per lui e per la moglie del fratello, il boss Savinuccio Parisi, per andare a trovare quest’ultimo in carcere a Biella.

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