Cronaca

Estorsioni ai cantieri, al via il processo contro il clan Parisi. Imprenditori parti civili

Insieme a Comune, Fai e Iacp, parti civili anche due aziende edili, tre imprenditori, Ance e Confindustria. Il clan avrebbe controllato il racket delle estorsioni nei cantieri, imponendo guardianie e forniture

Ha preso il via questa mattina, nell'aula bunker di Bitonto, il processo nei confronti di 56 presunti affiliati al clan Parisi, tra i quali il boss Savinuccio, accusati di estorsioni (31 in tutto gli episodi contestati) a cantieri edili.

L'udienza preliminare dinanzi al  gup del Tribunale di Bari Alessandra Susca ha avuto inizio con la costituzione delle parti civili: Comune di Bari, IACP, Associazione Antiracket, Ance, Confindustria, le aziende edili Debar Costruzioni spa e Spazi Moderni srl e tre imprenditori baresi (Domenico De Bartolomeo, Daniele Di Cagno Abbrescia e Giuseppe Barbone).

Le indagini condotte dalla Squadra mobile avevano portato a marzo di un anno fa all'arresto di 30 degli odierni imputati, accusati a vario titolo di associazione per delinquere di tipo mafioso, estorsione aggravata dal metodo mafioso, detenzione e porto di armi, lesioni personali, violazione di domicilio, invasione di terreni ed edifici, furto, illecita concorrenza con minaccia e violenza in concorso aggravata dal metodo mafioso, favoreggiamento, minaccia.

Il clan - secondo quanto accertato dagli investigatori - avrebbe controllato le estorsioni ai cantieri edili con l'imposizione di guardianie e la fornitura imposta di merci da imprenditori 'amici'. La prossima udienza è fissata per il 26 aprile.

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