Venerdì, 24 Settembre 2021
Cronaca Putignano

Violenze e minacce per costringere imprenditore a versare 3mila euro al mese: otto in manette per estorsione e rapina nel Barese

Operazione dei carabinieri tra Putignano e Bari: complessivamente 11 i soggetti coinvolti nel blitz. Il gruppo avrebbe taglieggiato un imprenditore del luogo e i suoi familiari, arrivando anche ad aggredire e rapine il figlio nel corso di una festa

A  Putignano – quartiere San Pietro Piturno e Bari, oltre 50 Carabinieri della Compagnia di Gioia del Colle, supportati dallo Squadrone Eliportato Cacciatori Puglia, dal Nucleo Carabinieri Cinofili di Modugno e da un elicottero del 6° Nucleo Elicotteri dei Carabinieri di Bari, alle prime luci dell’alba, hanno dato esecuzione a due ordinanze di custodia cautelare in carcere, emesse a carico di 11 soggetti, ritenuti, a vario titolo, responsabili di “estorsione e tentate estorsione aggravate dal metodo mafioso”, nonché di “rapina” e “lesioni personali aggravate” (I NOMI DEGLI ARRESTATI)

Il primo provvedimento cautelare, emesso dal G.I.P. del Tribunale di Bari, dott. Giovanni Abbattista, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Bari, ha colpito un 21enne, ritenuto il capo del gruppo criminale, e ancora un 33enne, un 22enne, un 19enne e un 20enne, tutti già noti alle Forze dell’Ordine, che, riuniti tra di loro, avvalendosi della forza di intimidazione, derivante dalla fama criminale del gruppo di appartenenza nota nel contesto sociale di Putignano, avevano messo in atto reiterate condotte violente nei confronti di un imprenditore del luogo, di suo figlio, collaboratore in azienda, e degli altri componenti della sua famiglia, al fine di farsi corrispondere la somma di 3.000 euro mensili.

Le indagini, condotte dai Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Gioia del Colle e coordinate dalla DDA di Bari, hanno permesso di documentare le diverse azioni compiute, da maggio a ottobre dello scorso anno, dagli arrestati ai danni delle vittime, consistite in pedinamenti, minacce verbali, aggressioni fisiche e danneggiamenti. Come quando l’autovettura condotta dal titolare dell’azienda, all’interno della quale vi era anche il figlio, è stata bloccata dal gruppo per le vie di Putignano e fatta oggetto di calci e pugni, con la rottura dello specchietto retrovisore e danni alla carrozzeria.

A ottobre scorso, poi, si è consumata l’ennesima, efferata azione da parte del gruppo criminale, oggetto del secondo provvedimento cautelare. Oltre al 21enne, al 19enne e al 20enne, a finire in manette per “rapina” e “lesioni personali aggravate” sono due 23enni e un 21enne. Nel corso di una festa danzante organizzata in un locale di Turi, il commando ha raggiunto il figlio dell’imprenditore e, dopo averlo accerchiato, lo ha colpito ripetutamente con pugni, calci, tavoli e parti di sedie precedentemente distrutte. Prima di lasciare il locale, uno degli indagati ha strappato dal collo del giovane una collanina in oro con crocifisso e tre ciondoli, quale trofeo dell’aggressione commessa. A nulla è valso, nella circostanza, l’intervento di un amico del giovane che, nel tentativo di difenderlo, è stato fatto oggetto di violente percosse.

Le indagini hanno accertato come i fatti si inseriscano in un più ampio contesto criminale e possano essere letti come il tentativo di finanziare la compagine criminale di appartenenza, attiva nel comune di Putignano e secondo gli investigatori capeggiata da Francesco Genchi, ritenuto affiliato al clan Capriati, il cui decesso, avvenuto per cause naturali nel gennaio del 2020, avrebbe determinato uno stravolgimento negli equilibri e una maggiore difficoltà, del gruppo stesso, di reperire le risorse economiche destinate ai traffici illeciti.

Durante le perquisizioni effettuate dai Carabinieri nel corso dell’esecuzione delle misure, sono stati rinvenuti, nelle parti ad uso comune delle palazzine dove abitano gli arrestati, 60 grammi di eroina e 50 grammi di hashish, oltre a bilancini di precisione e a telefoni cellulari, verosimilmente utilizzati per le attività di spaccio.

Gli arrestati, dopo le formalità di rito, sono stati tradotti presso le case circondariali di Bari, Trani e Matera a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

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