Cronaca

Evasione fiscale in Puglia: nel 2011 denunciate 613 persone

Un miliardo e 500mila di euro di redditi non dichiarati, oltre 10mila violazioni per scontrini e ricevute non emesse, 500 evasori scoperti: il bilancio di un anno di controlli della Guardia di Finanza per la lotta all'evasione fiscale

Quasi un miliardo e 600mila euro di redditi non dichiarati, oltre 10mila multe per mancata emissione di ricevute e scontrini fiscali, più di 600 persone denunciate all'autorità per reati fiscali. La Guardia di Finanza stila un bilancio di un anno di lotta all'evasione fiscale in Puglia, fornendo le cifre di un fenomeno che, nella nostra regione, raggiunge proporzioni "sostanzialmente in linea con il dato nazionale". Come dire che in Puglia non si evade né più né che nel resto del Paese.

IL NUMERO DI EVASORI - Ma quanti sono gli evasori scoperti dalla Guardia di Finanza in Puglia? Circa 500, tra evasori totali e paratotali (ovvero, sia quelli completamente sconosciuti al Fisco che quelli che hanno dichiarato il proprio reddito solo per metà). Un numero reso ancora più significativo  dal fatto che l'importo medio evaso da ciascun soggetto è pari a 1,6 milioni, dimostrando quindi che si è in presenza prevalemente di "grandi evasori" e di grandi somme nascoste al Fisco.

LE SOMME EVASE - Complessivamente i redditi non dichiarati in Puglia e scoperti dalle Fiamme Gialle nel 2011ammontano a  circa 1,578 miliardi di euro, mentre l’IVA non versata è pari a 491 milioni.  17 milioni di euro invece la cifra delle ritenute non operate o non versate.

VERIFICHE E CONTROLLI FISCALI - Nel corso di un anno sono state in tutto 1.600 le verifiche e circa 12.900 i controlli fiscali messi in atto dai finanzieri, a fronte dei quali si sono registrate 163 "adesioni spontanee integrali" a verbali di constatazione: ovvero il 10% dei contribuenti interessati hanno accettato di mettersi in regola pagando subito quanto dovuto.

I SEQUESTRI -  Ai dati degli accertamenti con adesione si sommano poi gli oltre 244 milioni di euro sequestrati ai responsabili di reati tributari, in prospettiva della successiva confisca dei valori corrispondenti alle imposte evase.

LE INDAGINI PATRIMONIALI - L’attività di contrasto all’evasione è stata condotta anche attraverso il rilevamento degli  “indici di capacità contributiva”, ovvero quei beni mobili ed immobili (auto, imbarcazioni da diporto e abitazioni ad alto valore commerciale) indicativi di un elevato reddito, al quale dovrovrebbero corrispondere versamenti al Fisco altrettantanto elevati. Questo tipo di controlli incrociati ha messo in luce l'esistenza di situazioni di  macroscopica incoerenza, come nel caso del proprietario di uno yacht del valore di un milione di euro a fronte di redditi dichiarati mai oltre i 10.000 euro.

SCONTRINI E RICEVUTE - Quanto alla verifica degli obblighi di emissione di scontrini e ricevute fiscali, i controlli effettuati sono stati circa 37.500, con oltre 10.000 violazioni contestate. Si tratta di controlli, sottolinea la Guardia di Finanza,  importanti soprattutto per la loro funzione di deterrenti, ovvero per scoraggiare nel contribuente la tendenza all'evasione.

IL LAVORO SOMMERSO - Interessanti anche i dati relativi all'attività di contrasto al lavoro sommerso: sono stati
individuati 3.102 lavoratori irregolari o in nero, in alcuni casi anche minori e immigrati irregolari.

L'EVASIONE DI SOPRAVVIVENZA - I controlli effettuati nel corso di un anno hanno messo in luce, secondo la GUardi di Finanza, il fenomenot della cosiddetta "evasione diffusa", realizzata cioè da un gran numero di piccole imprese e lavoratori
autonomi, tra cui sono numerosi i contribuenti che non ottemperano agli obblighi tributari anche in ragione di evidenti contingenti difficoltà economico-finanziarie. "Si tratta - si legge nel rapporto delle Fiamme Gialle - della cosiddetta evasione “di sopravvivenza”, che può avere diverse motivazioni; accanto a imprese economicamente inefficienti o che versano in
momenti di crisi ci sono imprenditori capaci e onesti, spinti fuori dal mercato da forme di concorrenza sleale, poste in essere da soggetti coinvolti in frodi fiscali, e proprio per questo la Guardia di Finanza, nelle sue analisi, mette in conto la solvibilità del contribuente come un parametro di cui tener conto per la selezione dei soggetti da verificar"e.
 

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