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Operai smontano l'insegna dell'ex cinema Armenise

Operai smontano l'insegna dell'ex cinema Armenise

Ex Armenise, nel nuovo edificio ancora un cinema? Resta il nodo gestione

Posizioni diverse e inconciliabili sulla palazzina da costruire. I residenti: "Sì a presidio culturale". I nuovi proprietari: "Non siamo speculatori"

Un futuro ancora cinematografico per l'edificio ex Armenise? L'ipotesi resta sul tavolo ma restano diversi nodi da sciogliere. Il Comune ha lavorato, nei giorni, sottotraccia, incontrando le varie parti nella vicenda, ovvero i nuovi proprietari (i costruttori Giordano di Altamura), comitati del quartiere Carrassi e tecnici comunali. L'auspicio è quello di conservare un importante presidio filmico e di aggregazione culturale nell'area, conciliandolo con i piani imprenditoriali della proprietà attuale e la realizzazione di abitazioni: "Questi ultimi - ha dichiarato l'assessore comunale all'Urbanistica, Carla Tedesco - si sono detti disposti a mantenere un cinema al posto del vecchio, anche per rispetto nei confronti del quartiere. Il problema principale, in questo caso, è capire chi potrà gestirlo. La vicenda è complessa perché da un lato c'è stata l'esigenza di vendere da parte dei vecchi proprietari, ma dall'altra ci sono le richieste di un quartiere, il tutto inserito nella questione del piano particolareggiato. Abbiamo compiuto tutte le verifiche del caso e non abbiamo riscontrato irregolarità nelle procedure e l'intervento può essere eseguito".

I residenti, ieri sera, nel corso di un incontro proprio con l'assessore al Villaggio del Fanciullo, hanno espresso le loro preoccupazioni: "Non sappiamo, in concreto - afferma il Comitato di quartiere Carrassi-San Pasquale - di cosa stiamo parlando, anche perché, appunto, non c'è un progetto. La sala, a nostro avviso, per essere utile, dovrebbe essere di circa 300 posti". Un'ipotesi difficilmente conciliabile con l'attuale progetto di costruzione che prevede, una palazzina con appartamenti e due locali commerciali da circa 200 metri quadrati: "La nostra non è una speculazione edilizia - spiega Nunzia Giordano, costruttrice e amministratrice dell'impresa familiare altamurana - è il nostro lavoro quotidiano. Vorrei ricordare che c'è stata l'esigenza di chiudere il cinema da parte dei vecchi proprietari e che i nostri permessi sono in regola. Da parte nostra c'è la disponibilità, oltre che a costruire un edificio a bassissimo impatto energetico, a lasciare un locale commerciale per mantere un'attività cinematografica. Siamo aperti a chiunque sia davvero interessato: basterebbero, ad esempio, 150 euro a testa se si riuscisse a unire tremila persone",un numero vicino a quello delle firme raccolte con la petizione contro la chiusura.   

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