Lunedì, 14 Giugno 2021
Cronaca Murat / Corso Camillo Benso Cavour

Ex Galleria Cavour, per la piazzetta ennesimo rinvio. Lacarra: "Colpa della burocrazia"

La struttura commerciale fu smantellata nel giugno 2012. La Popolare ha presentato un progetto di restyling approvato nel luglio scorso, ma ancora niente. L'assessore: "Abbiamo dovuto avviare una procedura per capire se ci fossero altri privati interessati"

E’ entrata a pieno titolo nella lista delle promesse non mantenute. Parliamo della piazzetta di corso Cavour, dove un tempo sorgeva la Galleria commerciale, smantellata nel giugno del 2012. Si sarebbe dovuta inaugurare il 6 dicembre di due anni fa, grazie ad un intervento di riqualificazione pagato per intero dalla Banca Popolare di Bari. Ma “i soliti tempi tecnici” hanno allungato tutto. E così anche la promessa di una inaugurazione nel corso del 2013 è andata a farsi benedire.

A spiegare il perché è l’assessore ai Lavori Pubblici, Marco Lacarra: “I dirigenti comunali hanno preferito fare un avviso di evidenza pubblica per comprendere se ci sono altri privati interessati a finanziare la riqualificazione, una volta scaduti i termini si potrà procedere con la cantierizzazione”. Una soluzione che lo stesso Lacarra dichiara di aver “subito” dai suoi dirigenti: “Non ero molto d’accordo, ma alla fine i tecnici hanno deciso così: non credo che in questo momento di crisi economica altri soggetti imprenditoriali vorranno mettere sul piatto una cifra vicino a 150mila euro, stiamo a vedere”.

Quando la Galleria commerciale fu demolita, la Banca Popolare di Bari propose al Comune di riqualificare quello spazio trasformandolo in un piccolo giardino, con fioriere e panchine.  Il progetto di restyling è stato predisposto dall’istituto di credito, approvato dal sindaco Emiliano e promosso dalla Soprintendenza ai beni culturali. L’iter si concluse nel luglio dello scorso anno e in autunno si sarebbe dovuto procedere con la cantierizzazione.

Ora l’ennesimo intoppo burocratico con i tempi che si allungano  e con Lacarra che non se la sente di fare promesse. Anche se una previsione decide di azzardarla: “A giorni scade l’avviso, io penso che se non ci saranno altre offerte, la Banca sarà in grado di avviare le procedure con più celerità di noi e chissà che nel prossimo trimestre tutto possa essere pronto”.

Si arriverebbe così a giugno: due anni per attrezzare un giardino e rifare la pavimentazione di una isola pedonale. Ai posteri l’ardua sentenza.

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