Mercoledì, 20 Ottobre 2021
Cronaca

Ex Set, l'appello dei migranti resta senza risposta: "No a nuovi ghetti"

Di fronte alla prospettiva dell'allestimento di un campo container, i rifugiati chiedono invece di poter autorecuperare una struttura abbandonata: ma finora dal Comune nessuna risposta. E intanto dal trasferimento nella tendopoli è passato un anno

Dal trasferimento nella tendopoli dell'ex Set, al quartiere Libertà, è passato ormai un anno. Una sistemazione temporanea, si era detto, che di fatto dura da 12 mesi. Nelle ultime settimane, dopo le numerose denunce dei rifugiati su disagi e precarie condizioni della struttura, l'amministrazione comunale ha disposto una serie di interventi per sanificare l'ambiente.

La soluzione promessa dal Comune - di cui per ora comunque non c'è ancora traccia - è quella di allestire un campo contaneir in cui trasferire gli ospiti dell'ex Set. Ma i migranti temono che tale soluzione possa in realtà trasfomarsi nella creazione di un enessimo ghetto e perciò, circa un mese fa, hanno lanciato la loro proposta al Comune: avere la possibilità di recuperare una struttura pubblica abbandonata, occupandosi essi stessi della sua riqualificazione. L'appello è stato sottoscritto da numerosi cittadini collettivi, associazioni, organizzazioni sindacali, ma finora dall'amministrazione comunale non è giunta alcuna risposta.

Per questo venerdì prossimo, 13 novembre, il collettivo 'Rivoltiamo la precarietà', insieme ai migranti dell'Ex set, terrà un sit-in assemblea davanti al Comune, con l'obiettivo di consegnare di persona a sindaco e giunta quell'appello finora ignorato. "La scelta politica di ignorare l'appello - si legge in una nota del Collettivo 'Rivoltiamo la precarietà' che annuncia la manifestazione - non può che essere valutato come un comportamento scorretto e offensivo da parte del sindaco e degli assessori competenti nei confronti dei migranti in primis, ma anche di chiunque lo abbia sottoscritto". "Allora pensiamo sia giusto, il 13 novembre (cioè un anno esatto dopo lo sgombero da parte del sindaco Decaro della Casa del Rifugiato e lo spostamento delle sue centinaia di abitanti nella tendopoli fatiscente dell'Ex Set) consegnare l'appello di persona ai diretti interessati e pretendere una risposta. Che si prendano almeno questa responsabilità!".

"A questo proposito - prosegue la nota - vogliamo riportare l'esempio di Villa Roth: la riapertura dell'immobile di proprietà pubblica, che oggi ospita dignitosamente circa venti persone tra nuclei famigliari migranti ed italiani, non è stata una concessione delle istituzioni, ma una vittoria dei rifugiati dell'ex Set. Della loro caparbia resistenza, della loro lucidità e della capacità di creare legami forti con la città e non solo. Villa Roth è stata riaperta repentinamente dopo la figuraccia rimediata su scala nazionale dal Comune di Bari a seguito della visita di Cecilia Strada alla tendopoli. E' la dimostrazione che quando c'è la volontà politica di trovare soluzioni alternative ai ghetti, scompaiono magicamente tutti i vincoli economici e tecnici".

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