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Ex Set, i migranti chiedono incontro al sindaco: "Non sappiamo quale sarà il nostro destino"

I rifugiati che da oltre un anno vivono nel capannonne di via Brigata Regina scrivono al primo cittadino, chiedendo risposte sull'annunciato trasferimento in largo Pacha e sull'ipotesi di un temporaneo spostamento in un dormitorio: "Dal Comune nessuno ci informa"

Tornano a scrivere al sindaco, chiedendo un incontro per ottenere risposte sul loro futuro. I rifugiati che da oltre un anno alloggiano in condizioni precarie nel capannone dell'ex Set, in via Brigata Regina, chiedono al Comune di fare chiarezza sul loro destino.  In una lettera aperta diffusa dall'associazione Solidaria, i migranti lanciano un appello rivolto al primo cittadino e all'assessore al Welfare Francesca Bottalico: "Siamo allarmati - scrivono - perchè non riusciamo a comprendere quale sarà il nostro destino". 

"Qualche mese fa - prosegue la lettera - ci è stato comunicato che saremmo stati spostati in un altro ghetto di container, soluzione a cui ci siamo sempre opposti. Abbiamo però letto sui giornali che accanto allo spazio individuato, ci sarebbe una grande discarica abusiva, con addirittura resti di amianto. Nessuno dal Comune di Bari ha pensato di informarci di quanto stesse succedendo. Qualche giorno fa, poi, l'assessore Bottalico ha informalmente avvisato due di noi che le cose sarebbero cambiate nuovamente: ai nostri compagni è stato detto che entro marzo dovremmo lasciare l'ex Set, e che dovremmo usufruire di un dormitorio a Palese. Come per ogni dormitorio, si entrerebbe la sera, e si uscirebbe forzatamente la mattina. Rigettiamo questa opzione, perché sarebbe un netto passo indietro rispetto al lungo percorso intrapreso per la rivendicazione del di-ritto ad una casa e alla nostra dignità. Ci siamo incontrati in assemblea domenica 7 febbraio per decidere assieme cosa fare".

"Chiediamo pertanto - scrivono i  migranti - che una corposa delegazione dell'ex Set, possa incontrare in via ufficiale il Comune di Bari, per apprendere formalmente, quali siano le decisioni che le istituzioni stanno prendendo sulla nostra pelle, e rilanciare quella che è stata dal principio della nostra vertenza".

E, a proposito del loro trasferimento, i rifugiati ritornano sulla proposta avanzata già mesi fa al Comune: "utilizzare il milione e seicentomila euro (a questo proposito ci piacerebbe sapere che fine abbiano fatto questi soldi), che il Comune intende spendere per il ghetto dei container, per autorecuperare un immobile pubblico dove poter vivere. A questo proposito - conclude la lettera diffusa da Solidaria - ricordiamo che l'ex Nautico e il mercato coperto di Poggiofranco sono strutture di proprietà del comune in stato di abbandono, insieme ad altri immobili pubblici presenti in città".
 

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