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Fallimento As Bari, sei indagati per bancarotta fraudolenta

Notificati gli avvisi di conclusione delle indagini a componenti del Cda e amministratori: secondo l'accusa, nonostante un ingente debito con l'erario, avrebbero "depauperato il patrimonio societario" a favore di altre due società dei Matarrese

Chiuse le indagini sulla presunta bancarotta fraudolenta legata al fallimento dell'As Bari dei Matarrese. L'avviso di conclusione delle indagini  è stato notificato oggi a sei tra componenti del Consiglio di Amministrazione e amministratori pro-tempore dell’Associazione Sportiva Bari S.p.A. fallita nel marzo 2014.

Gli indagati

Tra gli indagati figurano: Francesco Vinella, Claudio Garzelli, Salvatore Matarrese (classe 1957), Antonio Matarrese, Salvatore Matarrese (classe 1962) e Domenico De Bartolomeo. Il provvedimento è stato emesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Bari al termine delle indagini e degli accertamenti per l’ipotesi di reato di bancarotta fraudolenta delegati ai finanzieri del Gruppo Tutela Mercato Capitali, articolazione interna al Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Bari.

Le accuse

"Le investigazioni - spiega la Finanza in una nota - sviluppate attraverso acquisizioni documentali, riscontri contabili, indagini sulla consistenza debitoria nonché assunzioni testimoniali di persone informate sui fatti, hanno permesso di far luce sulle condotte poste in essere dai componenti del CDA e dagli amministratori unici della società calcistica che, dall’anno 2009 al 2013, hanno omesso l’adempimento delle obbligazioni tributarie pari a circa 55 milioni di euro.  Inoltre, pur in presenza dell’ingente debito con l’erario, il consiglio di amministrazione della società e gli amministratori unici che si sono succeduti  nel tempo hanno posto in essere molteplici condotte depauperative del patrimonio societario in favore della società controllante “Salvatore Matarrese srl” e della “Servizi Sportivi S.r.l.” (coordinatrice dell’attività di marketing e merchandising del marchio “A.S. Bari S.p.A.”) quantificate in ulteriori 12,5 milioni di euro, causando un indebitamento che ha aggravato  in modo irreversibile lo stato di dissesto della società calcistica, destinandola cosi al fallimento".
 

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