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Lunedì, 24 Gennaio 2022
Cronaca

Falsa residenza in Italia per incassare reddito di cittadinanza: perquisizioni e sequestri per oltre un milione a Bari

L'indagine, condotta dalla Finanza e coordinata dalla Procura di Bari, ha portato all'individuazione di 512 cittadini romeni che avrebbero falsamente autocertificato di essere residenti in Italia per ottenere il sussidio

Avrebbero falsamente autocertificato di essere residenti in Italia da almeno dieci anni, per poter incassare il reddito di cittadinanza, senza averne realmente diritto. Dalle prime ore dell’alba, i finanzieri del Comando Provinciale di Bari, coordinati dalla Procura barese, stanno eseguendo in diversi quartieri del capoluogo perquisizioni e sequestri per oltre 1.100.000 euro nei confronti di 512 cittadini romeni.

L’articolata attività investigativa in materia di spesa pubblica, svolta in collaborazione con l’INPS e allo stato nella fase delle indagini preliminari, ha permesso di individuare - spiegano gli investigatori  - "un cospicuo numero di soggetti di nazionalità romena che avrebbe richiesto all’Agenzia delle Entrate l’assegnazione del codice fiscale nel corso del biennio 2019/2020, al fine di poter presentare la DSU e ricevere la rispettiva Attestazione ISEE, documenti propedeutici per la presentazione della richiesta del Reddito di Cittadinanza".

A dare avvio all'indagine è stata la segnalazione, da parte dell’INPS di un numero elevato di soggetti nati all’estero, in particolare rumeni, che avevano presentato domanda di RDC dichiarando di risiedere nel paese da almeno 10 anni, ma che in base all’incrocio delle banche dati dell’Istituto, presentavano delle anomalie che mettevano in dubbio l’effettiva residenza in Italia. L’Inps, non appena riscontrata l’anomalia, ha effettuato la segnalazione al Nucleo Speciale Spesa Pubblica e Repressione Frodi Comunitarie della Guardia di Finanza ed ha immediatamente sospeso i pagamenti a questi soggetti, in attesa della conclusione delle indagini.

Gli ulteriori approfondimenti, supportati dalle analisi condotte dal Nucleo Speciale Spesa Pubblica e Repressione Frodi Comunitarie della Guardia di Finanza e dele banche dati messe a disposizione dall'Inps, hanno permesso di accertare che, contestualmente all’ottenimento della certificazione ISEE, veniva presentata dai soggetti apposita domanda per l’accesso al beneficio del RDC/PDC (Pensione di Cittadinanza), che avrebbe garantito loro di percepire indebitamente il predetto sussidio economico per un ammontare complessivo di oltre 1.100.000 euro.

Le attività condotte dal Nucleo Operativo Metropolitano della Guardia di Finanza di Bari hanno permesso di constatare la totale artificiosità delle residenze dichiarate, trattandosi di immobili inesistenti e/o fatiscenti, e di segnalare all’Autorità Giudiziaria i cittadini romeni percettori del sussidio per il reato di cui all’art. 7 comma 1 del Decreto Legge 4/2019, per l’assenza del requisito di residenza in Italia da almeno 10 anni dal momento della presentazione della domanda, di cui gli ultimi due anni in maniera continuativa. 

Inoltre, le Fiamme Gialle baresi stanno eseguendo perquisizioni presso i CAAF che hanno gestito le procedure di rilascio del beneficio, al fine di riscontrare eventuali irregolarità e procedendo ad un decreto di sequestro preventivo - emesso dal competente G.I.P. del Tribunale di Bari su richiesta della locale Procura della Repubblica - nei confronti degli citati soggetti per un ammontare di oltre 1 milione di euro.

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