rotate-mobile
Venerdì, 3 Febbraio 2023
Cronaca Gioia del Colle

"Fatture per operazioni inesistenti": sequestrati beni per quattro milioni a società del Barese

Il provvedimento eseguito dai finanzieri della Tenenza di Gioia del Colle a carico di un'azienda operante nel settore del recupero di cascami e rottami metallici

Un sequestro preventivo di beni del valore di quattro milioni di euro è stato eseguito dai finanzieri della Tenenza di Gioia del Colle nei confronti di un'azienda del Barese operante nel settore del recupero per il riciclaggio di cascami e rottami metallici, finita al centro di accertamenti per presunta dichiarazione fraudolenta mediante l’uso di fatture per operazioni inesistenti, per gli anni dal 2016 al 2020.

Il decreto di sequestro preventivo, emesso dal gip del Tribunale di Bari, su richiesta della locale Procura della Repubblica, costituisce l’epilogo di un’attività investigativa, condotta dalle Fiamme Gialle coordinate dal pubblico ministero, che avrebbe permesso di accertare (l'indagine è in fase preliminare) che la società si sarebbe "avvalsa di documenti per operazioni inesistenti riconducibili a soggetti sconosciuti all’anagrafe tributaria, o aventi domicilio diverso, o deceduti alla data di emissione".

Riscontri sono stati acquisiti anche dalle informazioni rese dagli oltre 220 soggetti escussi in atti, i quali avrebbero disconosciuto tutte le ricevute loro intestate implicanti il conferimento di grosse quantità di materiale (a fronte di conferimenti per piccoli importi) e dichiarato, in alcuni casi, di non conoscere la società.

La contabilizzazione e la dichiarazione delle operazioni attestate dai falsi documenti "per un importo complessivo di oltre 15 milioni di euro" avrebbe consentito, ritengono gli investigatori, "un risparmio d’imposta pari all’importo in sequestro".

Considerato l’elevato valore indiziario degli elementi acquisiti dalla Tenenza di Gioia del Colle, la locale Procura della Repubblica - in virtù della normativa che prevede la possibilità di applicazione anche della "confisca per equivalente" - ha avanzato una richiesta di sequestro, al fine di inibire il consolidamento del vantaggio economico derivante dalla presunta evasione. Il gip, valutata la richiesta, ha emesso il decreto di sequestro preventivo di beni nella disponibilità della società e, in subordine, del legale rappresentante della stessa.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

"Fatture per operazioni inesistenti": sequestrati beni per quattro milioni a società del Barese

BariToday è in caricamento