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Lunedì, 27 Maggio 2024
Cronaca

Bonus edilizi per lavori mai eseguiti, crediti d'imposta fittizi per 17 milioni: perquisizioni in Puglia e in altre tre regioni

Le indagini partite dal Barese: gli accertamenti finora svolti, avrebbero fatto emergere l'esistenza un gruppo con basi logistiche  Bari e Altamura, dedito ad avanzare indebite richieste di accesso alla misura per interventi di ristrutturazione immobiliare inesistenti

E' partita dal Barese l'indagine su presunti crediti d'imposta fittizi legati ai 'bonus edilizi' sfociata questa mattina in una serie di perquisizioni in Puglia, e in Basilicata, Emilia Romagna, e Veneto. Carabinieri e finanzieri stanno eseguendo un decreto di perquisizione emesso dalla Procura della Repubblica di Bari, nei confronti di 51 persone fisiche, 7 società e presso lo studio di un commercialista.

L'avvio delle indagini

L’attività investigativa trae origine da un controllo effettuato da una pattuglia della Stazione dei Carabinieri di Palo del Colle, nel corso del quale venivano rinvenuti, in possesso di due imprenditori del settore edile, numerose carte prepagate e denaro contante. I successivi approfondimenti investigativi sono stati delegati ai militari del Nucleo Investigativo dell’Arma insieme, viste le specifiche competenze nel contrasto ai reati economico-finanziari, al Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Bari. Gli accertamenti finora svolti - l'indagine è nella fase preliminare - avrebbero fatto emergere - spiega una nota della Procura -  "l’esistenza di un sodalizio criminale, con basi logistiche a Bari ed Altamura, dedito ad avanzare indebite richieste di accesso ai c.d. “bonus edilizi” per fittizi interventi di ristrutturazione immobiliare".

Il presunto sistema per ottenere i crediti d'imposta fittizi

In tale contesto, sarebbe emerso il ruolo di numerose persone compiacenti, "prive di qualsivoglia capacità reddituale e patrimoniale, in molti casi gravate da precedenti di polizia, prestatesi a comunicare, nell’apposita piattaforma informatica, crediti d’imposta per un valore complessivo di oltre 17 milioni di euro". In particolare, dalle indagini sarebbe emersa a natura fittizia dei crediti d’imposta correlati ai “bonus edilizi”, "in considerazione dell’attestazione di dati non veritieri, quali la disponibilità di beni immobili inesistenti, ovvero appartenenti a soggetti estranei ai fatti, nonché l’esecuzione di lavori edili di rilevante entità, in realtà mai eseguiti". Tali crediti sarebbero stati successivamente ceduti a un intermediario abilitato e parte del denaro (circa 3,9 mln di euro) versato su conti corrente creati ad hoc, per essere successivamente veicolato in ulteriori rapporti finanziari intestati ad aziende cartiere e/o prestanome, al fine di occultarne la provenienza e impedirne, così, il tracciamento. Ciò anche mediante una serie di simulati pagamenti di finti fornitori e dipendenti, ovvero di ricariche di carte prepagate intestate a persone compiacenti per effettuare successivi prelevamenti presso vari ATM. Le perquisizioni eseguite - su disposizione della Procura della Repubblica di Bari - hanno lo scopo di reperire tutta la documentazione utile al successivo sviluppo delle indagini.

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