Martedì, 15 Giugno 2021
Cronaca Libertà

Costretti a vivere in una palazzina inagibile, il caso della famiglia Ricci

Impalcature in camera da letto, muri impregnati di umidità, topi e insetti: questi sono solo alcuni dei problemi che deve affrontare quotidianamente la famiglia Ricci, alle prese con un'abitazione non agibile

Un particolare dell'interno dell'abitazione della famiglia Ricci

Di famiglie in condizioni di vita difficili ce ne sono tante. Per testimoniare questo triste trand in aumento, abbiamo fatto visita ad una di queste: la famiglia Ricci. Nucleo familiare composto da quattro persone, la famiglia in questione vive in via Nicolai al 170, nel cuore del quartiere Libertà di Bari. La situazione in cui vive la signora Carmela assieme a suo marito e ai suoi due figli (entrambi minorenni) è a dir poco drammatica: già dando una rapida occhiata dall'esterno dello stabile la situazione appare evidente. Portone con i vetri spaccati in più punti e balconcino (di misure estremamente ridotte) sostenuto da alcune assi di ferro piantate al marciapiede. Veniamo accolti con gentilezza dalla signora Carmela che ci guida con grande disponibilità in quella che sembra, più che un'abitazione, un residuo di un conflitto bellico. Dopo pochi passi all'interno del portone, il disagio in cui vive la famiglia Ricci appare evidente: dalla prima rampa di scale si intravede quello che è il motivo dominante dell'abitazione ossia le assi di ferro che hanno puntellato in più punti una palazzina chiaramente inagibile. Attraversiamo un piccolo cortile e la signora Carmela mi spiega che, in caso di pioggia, la situazione diventa insostenibile: "Se piove - dice - l'acqua non scende dal tombino e l'accesso a casa mi si allaga. Una volta è capitato che venisse fuori per la tanta pioggia un topo che entrò in casa. Per fortuna il nostro cane è riuscito ad acchiapparlo". Lo sgomento aumenta una volta entrati in casa: le impalcature diventano ampiamente visibili così come copiose sono le crepe nei muri a causa dell'enorme umidità. L'intonaco in più punti è squarciato e si ha l'impressione che qualcosa possa crollare da un momento all'altro. Dopo averci mostrato la stanza da letto, vero e proprio luogo dove esercitare uno slalom gigante fra i puntelli, la signora Carmela mi fa vedere il 'pezzo forte' dell'intera abitazione, il bagno: più simile ad uno sgabuzzino che ad un luogo dove espletare i propri bisogni fisiologici, la stanza è un pezzettino di mura rovinate al cui interno vi trova spazio solo il water. Niente doccia, nessun accessorio tanto che la signora Carmela durante la nostra visita dice: "Per fortuna d'estate i miei figli possono andare a lavarsi alle docce del mare". Insomma, qualsiasi commento a tale situazione pare superfluo.

Finito il nostro giro, scambio quattro chiacchiere con la signora Ricci che, pur non facendo la voce grossa, chiede timidamente aiuto: "I vigili ci hanno detto circa due anni fa che in questa casa non si può stare. Non riesco mai a parlare con il sindaco e non so come fare. Qualche giorno fa è venuta la televisione (Antenna Sud n.d.r.) e loro mi hanno detto che mi faranno sapere qualcosa la prossima settimana. Spero che voi giornalisti mi possiate aiutare". Il piccolissimo aiuto che possiamo dare alla signora Carmela è quello di rendere nota la vicenda sperando che chi di dovere possa trovare il tempo e il modo per dare una sistemazione umanamente vivibile alla famiglia Ricci.

 

 

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