Venerdì, 6 Agosto 2021
Cronaca Murat / Via Scipione Crisanzio

Fermò un rapinatore, premiato dalla Questura. La storia di Khadime: "Sono felice, grazie a tutti"

Lo scorso marzo il 35enne senegalese bloccò un malvivente all'uscita di una focacceria del centro. Sette mesi dopo ha ricevuto un permesso di soggiorno: "Voglio lavorare per continuare a vivere in questa città"

Coraggio e onestà e, dopo tanti mesi, un meritato riconoscimento da parte delle istituzioni. Come cambiare la vita con un solo gesto. E' la storia di Khadime Bamba Fall, senegalese, 35 anni: lo scorso marzo si trova per le vie del centro, quando improvvisamente da una nota focacceria nei pressi dell'università esce un rapinatore, armato di coltello, che aveva appena svaligiato il negozio. Khadime non ci ha pensato due volte: ha cominciato a rincorrere il malvivente e lo ha bloccato, consentendo così ai poliziotti di arrestarlo.

Lui però, non fornì le proprie generalità agli agenti, con il timore di essere identificato e mandato via, poichè irregolare. Le testimonianze di coloro che avevano assistito alla scena, hanno permesso di risalire a lui e di intercedere, anche grazie a numerose associazioni locali, presso le istituzioni, in modo da premiarlo. A 7 mesi di distanza il gesto gli è quindi valso un permesso di soggiorno per 6 mesi: "Sono felice e voglio ringraziare tutti coloro che mi hanno aiutato" ha detto il 35enne all'indomani della cerimonia avvenuta alla presenza del Questore Domenico Pinzello, nella quale ha ricevuto il certificato per "meriti civili".

Un certificato importante per chi come lui, da 13 anni vive nel nostro paese, tra lavori saltuari e difficoltà: "Al momento sto cercando un'occupazione - spiega Khadime - e posso dire di trovarmi molto bene in questa città" dove ha trovato anche l'amore, visto che è fidanzato con una barese da 3 anni. Tanti progetti ora più facili da realizzare grazie al permesso di soggiorno: "Spero di trovare un lavoro al più presto - auspica - così da poterlo rinnovare".

La buona volontà e la sensibilità non gli mancano di certo, a testimonianza di come l'integrazione possa essere realtà, anche in tempi di crisi, dove l'egoismo è capace in parte di spegnere la ragione di una città accogliente, ma, ultimamente, forse un po' più rigida verso gli altri, ma, nonostante tutto, possiamo concordare con Khadime: "Bari non è assolutamente razzista".

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