Cronaca

Fermate soppresse sulla linea Bari-Foggia? Monta la protesta dei pendolari

Viaggiatori in agitazione per una possibile 'riorganizzazione' delle fermate da parte di Trenitalia: nel barese 'salterebbero' quelle di S. Spirito, Palese, Zona industriale di Bari e Giovinazzo. Adiconsum interpella la Regione, il consigliere di FI Damascelli chiede un'audizione in Commissione Trasporti

A sollevare il caso, raccogliendo le preoccupazioni di molti pendolari, è stato qualche giorno fa l'Adiconsum: con l'entrata in vigore del nuovo orario invernale, Trenitalia sarebbe pronta a mettere in atto una 'riorganizzazione' delle fermate sulla linea Bari-Foggia, con l'abolizione di quelle attualmente effettuate dai convogli a S. Spirito, Palese, Zona industriale di Bari e Giovinazzo (nel barese) e a Incoronata - zona industriale e Orta Nova (nel foggiano), lasciando come unica fermata Molfetta.

Una decisione, spiega l'associazione dei consumatori, dettata anche "dalla  necessità  di  rilanciare il trasporto pubblico nell’area  metropolitana  di  Bari,  obbligando  i  passeggeri  di  Giovinazzo,  Santo Spirito  e  Palese ad utilizzare  i vettori dedicati a quella tratta per l’area metropolitana, per non  incorrere nelle sanzioni pecuniarie oggi previste per i possessori di biglietti chilometrici e da questi utilizzati e riservati esclusivamente per l’area barese". "Intanto  riaffermiamo la  centralità delle stazioni  delle  aree  industriali  di  Incoronata e  Bari – osserva il presidente dell’associazione di  consumatori Giovanni d’Elia - anche perché si tratta di fermate interessate da un notevole flusso di  lavoratori, ma  soprattutto perché  i  pendolari della  provincia  di  Foggia e Bat sarebbero costretti a scendere  a  Molfetta per prendere i treni dell’area  Metropolitana  con  evidenti disagi". Adiconsum ha già chiesto alla Regione un incontro, e informato i sindaci dei Comuni interessati, affinché si trovi una soluzione che garantisca il servizio e  non arrechi danno ai viaggiatori.

LA PROTESTA DEI PENDOLARI - In attesa di conoscere con maggiore chiarezza i piani di Trenitalia, la protesta dei pendolari sul web è già partita. A dare il via alla mobilitazione un gruppo di pendolari del noed barese, impiegati presso aziende del comprensorio industriale di Foggia, che hanno lanciato una petizione per chiedere l'intervento della Regione. "Chiediamo chiarezza - si legge nella lettera indirizzata all'assessore ai Trasporti Giannini - e una soluzione per poter continuare a raggiungere il nostro posto di lavoro con il Treno così come facciamo da oltre 30 anni! Chiediamo di essere informati in tempo con chiarezza e trasparenza su qualsiasi cambiamento che possa ulteriormente influenzare in modo negativo la nostra già precaria condizione di viaggiatori pendolari".

DAMASCELLI (FI): "AUDIZIONE IN COMMISSIONE TRASPORTI" - “Nel silenzio della Giunta regionale - dichiara in una nota dichiara il consigliere regionale di Forza Italia, Domenico Damascelli - potrebbe infliggersi un colpo significativo al diritto alla mobilità dei cittadini baresi che viaggiano sulla tratta Bari-Foggia: pare, infatti, che siano prossime alla sospensione le fermate delle stazioni Ferrovie dello Stato di S. Spirito, Palese, Zona industriale di Bari e Giovinazzo. Per questo, ho richiesto l’audizione in V Commissione dell’assessore regionale ai Trasporti e alla Mobilità della Regione Puglia, dei vertici territoriali di Trenitalia e dei sindaci dei Comuni interessati". "L’eventuale cancellazione delle fermate dei treni regionali in questione – aggiunge - determinerebbe disagi gravissimi ai cittadini, pendolari e non. Si tratta, visto l’alto numero dei passeggeri potenzialmente interessati, di una decisione a dir poco scellerata e inaccettabile, che isolerebbe gran parte dei viaggiatori dell’area nord della Provincia di Bari. Pare, tra l’altro, che l’iniziativa sia stata concordata tra Trenitalia e la Regione Puglia, disincentivando, come è ovvio, l’utilizzo del trasporto pubblico locale. Sono certo – conclude Damascelli - che se gli interlocutori, in Commissione, si armeranno di buonsenso, non potranno che fare un passo indietro evitando tagli draconiani alla mobilità regionale".

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