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Cronaca Mungivacca / Via Giovanni Amendola

Via Amendola e nodo ferroviario, il Comune: "All'Executive area di sosta 'verde': no a maxiparcheggi"

Confronto in Commissioni consiliari congiunte, stamattina, tra la Giunta e il comitato dei residenti. Galasso: "Nessuna possibilità che i lavori su via Diomede Fresa e via Amendola siano in contemporanea"

Nessun maxiparcheggio da 1000 posti per la stazione Executive di via Amendola ma un'area da circa 430, con la possibilità, non esclusa, che una parte possa essere suddivisa occupando l'altra parte dei binari, sul lato di Japigia, in modo da bilanciare, parzialmente i futuri afflussi di traffico previsti dal futuro assetto della linea dove passeranno i treni, al termine dei lavori per il nodo ferroviario: è uno punti principali ribaditi nel confronti di questa mattina, a Palazzo di Città, tra il Comune e il Comitato dei residenti di via Amendola davanti alle Commissioni consiliari Lavori Pubblici e Urbanistica, per l'occasione riunitesi congiuntamente. Si è trattato del secondo incontro in pochi giorni: stavolta, a illustrare lo stato dell'arte, erano presenti gli assessori competenti, Giuseppe Galasso e Carla Tedesco, i quali hanno risposto a domande e obiezioni dei cittadini.

Le principali richieste di chiarimenti hanno riguardato non solo l'assetto del parcheggio, ma anche la garanzia che non vi siano sovrapposizioni tra i lavori di Rfi e quelli dell'allargamento di via Amendola, in procinto di partire a settembre: "Abbiamo tranquillizzato il comitato - spiega Giuseppe Galasso -.  Non vi sono possibilità concrete che possano sovrapporsi i lavori di via Amendola e di via Diomede Fresa come prolungamento di viale Einaudi. Il primo cantiere aprirà verso settembre e avrà una previsione di completamento in circa 2 anni. Già da solo permetterà di migliorare sensibilmente le condizioni di fruibilità della strada con tre nuove rotatorie, per cui sarà più facile entrare ed uscire dalla città. Sul fronte parcheggio, invece, tengo a precisare che comprenderà 421 posti auto più 7 per disabili che riteniamo siano pochi e pensiamo di poter aumentare a discapito dei primi, sei stalli bus e cinque taxi. Sarà raggiungibile da via Caldarola con una rampa e recepiremo le indicazioni arrivate dagli abitanti dell'Executive, per rendere l'opera il più possibile green, cercando di convogliare almeno una parte dei posti auto sull'altro lato dei binari".

Il passo successivo sarà il dialogo con Rfi per inserire le modifiche in fase di progettazione esecutiva dell'intero cantiere del nodo ferroviario, maxiopera da 390 milioni di euro in procinto di essere contrattualizzata a fine estate. Ci vorranno parecchi mesi, dunque, prima di vedere il progetto finale di esecuzione dei lavori: c'è quindi una finestra temporale per inserire queste variazioni e limare ulteriori dettagli. Il dialogo tra Comune e residenti va in questo senso: "Era ciò che avevamo chiesto - ha affermato l'avvocato Massimo Attanasi, presidente del Comitato di via Amendola e dintorni -.  L'unico punto su cui l'assessore si è detto pessimista è quello per noi più importante, ovvero lo sdoppiamento del parcheggio. Molto importante anche cio che è stato affermato dall'assessore Tedesco, sul riutilizzo delle aree standard delle residenze. Potrebbero essere recuperate e riqualificate come sta avvenendo con la Rossani in via Gargasole, ovvero attraverso progetti in autocostruzione con comitati di quartiere". 

Nel lungo confronto di questa mattina, in cui non sono mancati momenti 'dialettici', i residenti hanno anche avuto risposte positive alla richiesta di vedere i documenti riguardanti la lottizzazione dell'area Executive, risalenti ai primi anni '90 e all'accesso degli atti delle conferenze di servizio che hanno accompagnato il percorso di approvazione dei progetti preliminare e definitivo del nuovo nodo ferroviario: "I cittadini - spiega la consigliera comunale Irma Melini (scelgo Bari), hanno finalmente ottenuto, dopo tre mesi, le carte richieste. La Giunta ha condiviso le loro posizioni cercando di apportare dei correttivi con Rfi in modo da non intasare ulteriormente la zona. Il parcheggio terrà conto della presenza dei 60 ulivi, della zona architettonica vincolata con una masseria del '500' e lo spostamento di via Diomede Fresa a favore del plesso residenziale. Siamo di fronte a un'opera dello stato ma non si può derogare ai diritti acquisiti dai residenti nel 1990". Prossimo 'round' sul tema, tra qualche settimana, sempre a Palazzo di Città.

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