Cronaca

Ferrovie Sud Est, inferno tra ritardi e treni fatiscenti: "Pendolari stufi e arrabbiati"

L'azienda di trasporto locale sempre più indebitata e in diffcoltà con il servizio pubblico. I sindacati scrivono a Governo e Regione: "Utilizzare ogni risorsa disponibile per il risanamento e il rilancio"

Se va bene il ritardo si ferma a 10 minuti: spesso, invece, per i pendolari delle Ferrovie Sud Est, le giornate cominciano con il piede più sbagliato possibile. Treni in stazione mezz'ora dopo oppure soppressi, convogli fatiscenti, autobus in cui mancano i sedili. La situazione è oramai insostenibile: un riflessi dell'enorme debito di oltre 300 milioni (a fine 2015) e dei guai giudiziari riguardanti il processo che vede imputate 7 persone per le presunte frodi legate all'acquisti di 52 vagoni, tra cui 27 nuovi e 25 ristrutturati. A pagare il prezzo più alto sono proprio gli utenti, costretti ad autentici viaggi della speranza, ogni giorno. La valvola di sfogo preferita per i passeggeri è rappresentata da Facebook: "Non c'è più - spiega Massimo Brandonisio, pendolare e amministratore della pagina 'Ferrovie del Sud Est: la voce dei viaggiatori' - un orario minimo garantito. Nella peggiore delle ipotesi i treni vengono cancellati per motivi sconosciuti. Non parliamo poi della manutenzione, quasi assente: di recente hanno dovuto fermare 5 treni nuovi (gli Atr con la livrea rossa, ndr) proprio per questa ragione. I treni spesso viaggiano con un motore solo in uso".

I disagi continui si ripercuotono proprio su tutti: "Qualche giorno fa - racconta Brandonisio - due classi di una scuola di Adelfia hanno avuto problemi nel raggiungere Bari: 60 persone tra studenti e docenti erano come sardine nei vagoni, in treni fatiscenti". Non se la passano tanto meglio i bus, come segnalano gli stessi utenti che oggi hanno annunciato su Fb 'la scomparsa' del Casamassima-Bari delle 8.15: "La mia preoccupazione - prosegue Brandonisio - è che tra un paio di mesi, con il caldo, non avremo neppure l'aria condizionata. Meglio, poi, non parlare della pulizia sui vagoni: delle 4 ditte incaricate per la manutenzione, ne è rimasta solo 1, a quanto pare, con difficoltà nei pagamenti. Girano voci - sostiene il viaggiatore - che il commissario recentemente nominato alla guida delle Fse" con l'obiettivo di risanare le casse dell'azienda "possa lasciare".

A quest'atmosfera non certo idilliaca, si è aggiunta oggi la lettera dei sindacati indirizzata, tra gli altri, al ministro dei Trasporti, Delrio, e al governatore pugliese Emiliano: "E' noto a tutti - scrivono in una nota congiunta Filt Cgil, Fit Cisl, Uilt UIl e Faisa Cisal - che le Ferrovie del Sud Est stanno attraversando un momento di difficoltà economico-finanziaria e che nel giro di pochi mesi l'assetto societario dell'Azienda ha subito profonde trasformazioni a seguito dell'intervento diretto della Proprietà che attraverso il commissariamento tenta di risanare e rilanciare la più grande ferrovia concessa d'Italia. E' però inconcepibile che la Governance, concentrandosi sugli indiscutibili problemi di carattere finanziario non abbia posto in essere azioni concrete finalizzate alla gestione dell'emergenza dell'esercizio (mezzi rotabili e infrastrutture) già abbondantemente compromesso. Sarà, dunque, necessario, intervenire urgentemente con l'utilizzo di ogni risorsa disponibile, per ripristinare il livello qualitativo" delle corse, tornando ad essere "una società al servizio del territorio".

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