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Festa della Candelora vietata dal sindaco al Libertà: botti, palloncini e la benedizione del prete. La Curia condanna: "Episodio grave"

In una nota, l'Arcidiocesi di Bari Bitonto ha espresso la totale contrarietà e inopportunità della partecipazione del religioso all'evento: "Vicenda turba gravemente la coscienza civile e religiosa di tutti”

Un prete ha preso parte alla contestata 'Festa della Candelora', organizzata ieri in via Nicolai, nel quartiere Libertà di Bari. Sull'evento nei giorni scorsi erano divampate le polemiche dopo la denuncia del sindaco Antonio Decaro presentata in Questura, per un rituale, come lo ha definito lo stesso primo cittadino, "che richiama le pratiche e la cultura mafiosa, che tutti i cittadini per bene della nostra città non possono accettare né tollerare“. 

La festa, vietata dal sindaco, ha visto comunque petardi (nonostante i sequestri dei Carabinieri), una banda e i palloncini, con la partecipazione di alcuni cittadini della zona. Non è mancato però un prete a benedire la statua di Gesù Bambino, circostanza che ha irritato la Curia Arcivescovile. In una nota, l'Arcidiocesi di Bari Bitonto ha espresso la totale contrarietà e inopportunità della partecipazione del religioso all'evento: "Tale iniziativa - è scritto in una nota , non autorizzata dall’Autorità ecclesiastica, è stata vietata dal Sindaco della Città. Avendo ricevuto notizia che un religioso, in modo improvvido, si è reso presente presso i promotori della manifestazione, la Curia arcivescovile, d’intesa col Superiore Religioso, condanna l’episodio che turba gravemente la coscienza civile e religiosa di tutti”.

Decaro: "Ho fatto il mio dovere"

Tra le accuse arrivate al sindaco Decaro per aver annunciato pubblicamente di vietare i festeggiamenti, c'è anche quella di aver fatto cattiva pubblicità alla città, come da lui ricordato in un post condiviso sui social. Idea che il primo cittadino respinge: " No. Io non ho fatto cattiva pubblicità. Io ho fatto, semplicemente, il mio dovere. Di sindaco, di cittadino, di uomo libero. Senza paura e senza ipocrisia - ricorda - Ringrazio la Prefettura e la Questura, che insieme ai Carabinieri e alla Polizia locale, in questi giorni, hanno fatto, ancora una volta, un grande lavoro. Perché le istituzioni, a tutti i livelli, posso prendere delle posizioni ma poi, per strada, ci vanno le donne e gli uomini delle Forze dell'Ordine. E ringrazio, soprattutto, le migliaia di cittadini perbene che mi hanno mandato messaggi di solidarietà. Baresi finalmente stufi di chi, con la scusa del “si è sempre fatto così”, continua a voltarsi dall’altra parte. Io credo nella giustizia e non smetterò, né oggi né mai, di denunciare il malaffare e l’illegalità che vedo attorno a me, ancora, in tanti contesti della mia città. A me non importa di sporcare la “cartolina” di Bari. A me importa tenere pulita la coscienza mia e dei miei concittadini migliori".

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